San Giovanni, incidente sul lavoro: operaio muore dopo una caduta in via Pescara

L'uomo avrebbe sbattuto la testa in terra dopo essere precipitato da un'impalcatura. Trasportato d'urgenza all'ospedale per lui non c'è stato nulla da fare. Indagano i carabinieri

Via Pescara: il luogo della tragedia (Foto G. Nozzoli)

Ancora una morte bianca a Roma. Incidente mortale nella zona di San Giovanni. La vittima é un operaio romeno non ancora identificato, caduto dalla finestra al primo piano di un appartamento in via Pescara, dove erano in corso dei lavori. L'uomo, che ha sbattuto la testa in terra, é morto poco dopo il trasporto in ospedale. L'operaio lavorava per una ditta di impianti elettrici e sistemi sicurezza. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

"Ero in casa con mia moglie, abbiamo sentito un tonfo e ci siamo affacciati". A parlare è il signor Claudio (nome di fantasia, ndr), abitante al quarto piano dello stesso palazzo. Non ha assistito agli istanti della caduta ma dall'alto ha visto il corpo riverso a terra in una pozza di sangue.

"Una scena terribile, a quanto ho capito si è appoggiato a dei sacchi sulla finestra ed è precipitato. E' straniero, come sempre". E intanto in via Pescara cala il silenzio, tanti i passanti che si fermano, osservano la pozza di sangue ancora fresco scorrere sulla via e si allontanano. Sconvolti.

I COMMENTI - Tragedia che ha trovato il commento del vicesindaco di Roma Luigi Nieri: "Le indagini e le verifiche sono ancora in corso, ma mi chiedo se un casco ben allacciato non avrebbe forse potuto salvare la vita all'operaio che questa mattina è precipitato da uno stabile in zona San Giovanni, sbattendo violentemente la testa. Sarebbe davvero assurdo se la tragedia si fosse consumata in assenza di misure di sicurezza, visto che la vittima lavorava, beffardamente, per una ditta di impianti elettrici e sistemi di sicurezza. Alla sua famiglia e agli amici va tutta la mia solidarietà". 

"La tragedia delle morti bianche - aggiunge - sembra davvero senza fine, nel nostro Paese, eppure quante vite potrebbero essere salvate se non si sottovalutassero i rischi e si rispettassero le normative vigenti in materia. Sono già 240 i lavoratori che hanno perso la vita nel primo semestre del 2013. Bisogna fare uno sforzo maggiore in termini di controlli e prevenzione: troppe volte i lavoratori pagano con la vita l'urgenza di portare a casa uno stipendio, soprattutto in un periodo di grave crisi come quello attuale. Ma è importante altresì sensibilizzare maggiormente datori di lavoro e i lavoratori stessi, perchè - conclude - non ci può essere alcuna mediazione al ribasso sulla sicurezza e sulla vita delle persone".

"L'ennesima vittima sul lavoro, l'operaio edile deceduto questa mattina a Roma, dimostra che non si deve mai abbassare la guardia sul fronte della sicurezza sul lavoro". Lo dichiara in una nota Eugenio Stanziale, segretario della Cgil di Roma e del Lazio. "Purtroppo - continua - i tanti, quotidiani incidenti, fortunatamente senza conseguenze, che non vengono denunciati dovrebbero far riflettere sulla necessità di mettere sempre e comunque in pratica tutte quelle buone azioni di prevenzione capaci di dare certezza e sicurezza ai lavoratori. In questo periodo di crisi, invece, si tende non solo a risparmiare sulla sicurezza ma anche a volgere lo sguardo da un'altra parte. 

Oggi - aggiunge - la morte di questo operaio, alla cui famiglia e ai cui colleghi va tutta la nostra solidarietà, ci costringe all'ennesima denuncia. Cospargersi il capo di cenere non esenta tuttavia nessuno dall'assumersi le proprie responsabilità: il Governo per la leggerezza con cui ha introdotto alcune norme nel cd. 'decreto del fare' e per i ripetuti tagli che si sono succeduti in questi anni; le istituzioni preposte per la diminuzione dei controlli; le imprese perchè tendono a risparmiare sulla sicurezza; i lavoratori, infine, perchè anello debole di una catena di cui sono spesso vittime sacrificali. La Cgil non si rassegna a questa deriva. Chi lavora deve avere la certezza la sera, di tornare a casa".

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