Cronaca Prati / Via Carlo Poma

Via Poma: sul corpetto traccia di tre uomini, in aula i risultati della perizia

I risultati della perizia svolta per chiarire le cause della morte di Simonetta Cesaroni saranno illustrate nell'udienza del 27 marzo. Sul corpetto tracce di tre uomini

Sono stati chiamati a esprimere le loro valutazioni "in merito alle contrastanti prospettazioni dei consulenti del pubblico ministero e delle parti private, con particolare riguardo all'orario della morte, alle cause e ai mezzi che l'hanno prodotta, alla natura e all'epoca di determinazioni delle lesioni riportate dalla vittima sul seno sinistro e in regione esterno claveare, nonché alle modalità di conservazione dei reperti utilizzati per le analisi genetiche e all'attribuibilità delle relative tracce".
Questo l'arduo compito che il procuratore Cataldo aveva assegnato ai periti per riuscire ad avere certezze sulla morte di Simonetta Cesaroni, uccisa a via Poma il 7 agosto del 1990.
I risultati della perizia svolta per chiarire le cause della morte di Simonetta Cesaroni saranno illustrate nell'udienza del 27 marzo. La perizia che sembra scagionare Raniero Busco era stata fortemente sollecitata dalla difesa dell'ex fidanzato della Cesaroni che in primo grado, il 26 gennaio del 2011, è stato condannato a 24 anni di reclusione.

Questa la prima novità: le tracce biologiche individuate sul corpetto di Simonetta Cesaroni identificano "con certezza la presenza di almeno tre soggetti maschili". E' quanto affermano i periti nominati dalla corte d'assise d'Appello per chiarire le cause della morte della giovane.

TRACCE SUL CORPETTO - Gli esperti hanno esaminato 12 campioni di tracce biologiche prelevate tra il corpetto e il reggiseno di Simonetta. Quanto ai due campioni prelevati sul reggiseno sono entrambi attribuibili a Raniero Busco. La presenza di tre soggetti di sesso maschile è stata individuata nel "settimo campione prelevato dalla parte sinistra del corpetto". Comparando tale traccia con il profilo genetico dell'imputato gli esperti rilevano come "la mancanza di alcune caratteristiche proprie del profilo genetico di Busco potrebbe essere ricondotta ad artefatti di amplificazione o alla loro reale assenza dal profilo. La valutazione del collegio peritale - è scritto - propende a favore della prima ipotesi, pur in assenza di analisi in replicato in grado di dirimere tale questione". In merito agli altri campioni sul corpetto o si tratta di tracce biologiche commiste o non attribuibili all' imputato o attribuite a Busco anche se per alcune i consulenti ipotizzando che la traccia possa essere frutto di una contaminazione tra reperti.

IL SANGUE SULLA PORTA - In merito alle traccia ematica individuate sul lato interno alla porta della stanza dove fu trovata priva di vita, Simonetta Cesaroni, "è attribuibile ad un soggetto maschile di gruppo sanguigno A e di genotipo 1.1/4 al locus Dqalfa e quindi certamente non all'imputato Raniero Busco".  Quanto alla traccia di sangue trovata sul lato opposto della stessa porta è attribuibile "con certezza alla vittima. Frammisti, vi sono quantitativi minimi di Dna in relazione ai quali non è possibile eseguire qualsivoglia comparazione". Anche il sangue trovato sul telefono della stanza teatro del delitto è dello stesso gruppo sanguigno e quindi "non può essere attribuito ne alla vittima ne all'imputato". Sullo specchio dell'ascensore dello stabile di via Poma furono trovate due tracce ematiche: una, secondo i periti, è di Simonetta, l'altra è "attribuibile ad un soggetto di sesso maschile allo stato ignoto".

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