Omicidio Vannini, l'avvocato dei Ciontoli: “Non è ancora finita, lavoriamo a ricorso in Cassazione”

Il legale della famiglia di Marco: “Non abbiamo ancora vinto, restiamo fiduciosi”

Sono attese per fine novembre le motivazioni della sentenza con cui la Corte d’assise d’Appello di Roma nel processo Vannini bis, ha condannato a 14 anni di carcere Antonio Ciontoli e a 9 anni e 4 mesi sua moglie Maria Pizzillo e i figli Federico e Martina. Sono accusati della morte di Marco Vannini ucciso da un colpo di pistola a Ladispoli (Roma) nel maggio 2015.

Gli ultimi sviluppi sono stati approfonditi dai legali delle due famiglie a “Crimini e Criminologia” su Cusano Italia TV. Intervistato da Fabio Camillacci, l’avvocato Andrea Miroli, legale della famiglia Ciontoli ha affermato: “Non è ancora finita. Faremo ricorso in Cassazione contro la sentenza d’Appello bis. Ci stiamo già lavorando perché sappiamo quello che sarà l’alveo argomentativo dei giudici del secondo grado d’Appello; però siamo molto curiosi di conoscere quello che sarà il processo logico-argomentativo con cui motiveranno la sussistenza del concorso anomalo nel dolo eventuale nei confronti dei familiari di Antonio Ciontoli, che probabilmente è un unicum nella giurisprudenza italiana, visto che non siamo ancora riusciti a trovare un caso giurisprudenziale che si possa anche minimamente avvicinare alla vicenda del processo Vannini. Per cui attendiamo con interesse le motivazioni dei giudici E con tutta l’attenzione che merita una procedura della sentenza di questa importanza per poter essere sicuramente impugnata in sede di giudizio di legittimità”. 

Dal canto suo l’avvocato Celestino Gnazi, legale della famiglia Vannini, a Cusano Italia TV ha spiegato: "Riteniamo che le motivazioni dei giudici siano in linea con i deliberati e le indicazioni della Cassazione; successivamente ci prepareremo al nuovo giudizio della Suprema Corte, quello definitivo che ci sarà su imput della difesa della famiglia Ciontoli. Dopo passeranno altri 60 giorni e entro la prossima estate la Cassazione dovrebbe fissare la nuova udienza. Quindi è ancora presto per dire 'abbiamo vinto', è ancora presto ma siamo abbastanza fiduciosi. Naturalmente la parola fine a questa vicenda la darà la Cassazione dopo il ricorso che la difesa presenterà. Abbiamo vinto un passaggio, una battaglia: ma non è ancora una sentenza definitiva”.  

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