Omicidio a Trastevere: lite tra clochard finisce in tragedia, ucciso un 37enne

Ad essere fermato dalla polizia un 45enne romano, accusato nel 2016 della morte di uno studente statunitense

La scientifica sul luogo dell'omicidio a Ponte Sisto (foto Ansa Claudio Peri)

Una lite per futili motivi tra clochard. Calci, pugni e morsi di un cane di grossa taglia. Così è morto un 37enne romeno, trovato agonizzante sulla banchina del Tevere dove ha poi perso la vita per le ferite riportate. Poco distante il suo probabile aggressore, fermato in flagranza di reato dalla polizia mentre provava ad allontanarsi da Ponte Sisto dove si era appena consumato l’omicidio. 

Un volto noto, quello immortalato nella zona da chi si è trovato a transitare dalle 18:00 nell’area del Centro Storico. L’arrestato è infatti Massimo Galioto, fermato mentre si allontanava in direzione Trastevere. Dopo essere stato ascoltato dagli investigatori è stato portato nel carcere romano di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo.

Già conosciuto alle cronache romane e nazionali, Massimo Galioto venne arrestato nel 2016 per l'omicidio dello studente americano Beau Solomon, che venne spinto nel Tevere dalla banchina di ponte Garibaldi, sempre al centro di Roma. Galioto venne poi assolto in primo grado per non avere commesso il fatto.

L’omicidio si è consumato per futili motivi lungo la pista ciclabile di Ponte Sisto. Vittima un clochard romeno, E.P.S., 37 anni. Sono le 18:00 quando dei passanti notano sulla banchina un uomo in fin di vita, abiti stracciati, macchie di sangue, e vicino a lui una seconda persona, Galioto, che si allontana frettolosamente dalla banchina del fiume assieme al suo cane, un labrador. 

Arrivano i soccorritori, i medici del 118 provano a rianimare il 37enne, ma non possono nulla se non dichiararne il decesso prima ancora di poterlo portare in ospedale. Arriva la polizia, a cui erano arrivate diverse segnalazioni di una "persona che stava passeggiando con un cane labrador”. Prima ancora di poter arrivare nella vicina Trastevere i poliziotti fermato Massimo Galiotto. 

Poco distante la vittima, in terra con ferite al volto ed alle mani causate secondo i primi risconti del medico legale da calci e pugni, con ferite agli arti inflitte secondo i primi accertamenti dai morsi del labrador. Arrestato in flagranza di reato, Massimo Galioto è stato quindi associato nel vicino carcere di Regina Coeli. 

Già conosciuto alle cronache nazionali, Massimo Galioto è un cosiddetto Punkabbestia. Il Tribunale di Roma, nel giugno 2019, lo ha assolto "per non avere commesso il fatto" dall'accusa di omicidio volontario per la morte del 19enne studente americano, Beau Solomon, annegato nel Tevere nel 2016 e il cui corpo fu ritrovato il 4 luglio dello stesso anno.

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Secondo gli inquirenti, che per il clochard avevano chiesto l'ergastolo, Galioto avrebbe avuto un violento litigio con lo studente della Università John Cabot, che passeggiava sulla banchina del Tevere, a poca distanza dall'isola Tiberina. Galioto avrebbe spintonato Beau dandogli due calci e scaraventandolo nel fiume. Ma i giudici non hanno riconosciuto questa ricocostruzione dei fatti.

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