Omicidio a San Basilio: ucciso a bastonate per una lite condominiale, arrestato uomo vicino ai Casamonica

Antonio Bracci venne trovato privo di vita nel luglio del 2018. A finire in manette Marco Laurini, già in carcere per un traffico internazionale di stupefacenti dal Sud America

Immagine di repertorio

Lo ha ucciso per una banale lite condominiale provocandogli un arresto cardiaco dopo averlo colpito ripetutamente con un bastone. L'omicidio si consumò nell'estate dello scorso anno a San Basilio. Vittima un 60enne romano, Antonio Bracci. Nonostante si presumesse che fosse deceduto per morte naturale, i Carabinieri di Roma non hanno mollato la presa, arrivando a distanza di oltre un anno a ricostruire i fatti per poi dare un nome ed un volto all'assassino del 60enne. A finire in manette con l'accusa di omicidio preterintenzionale un giovane di San Basilio vicino alla famiglia dei Casamonica, il 29enne Marco Laurini.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori era la sera del  28 luglio 2018 quando un banale diverbio di matrice condominiale a San Basilio si trasformava in tragedia. A rovinare a terra sotto i ripetuti colpi di un bastone, Antonio Bracci, il quale a causa di quelle percosse periva per arresto cardiaco.

È quanto emerge dall’accurata ricostruzione, fatta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Monte Sacro, guidati dalla Procura della Repubblica di Roma, Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, che ha permesso di arrestare per omicidio preterintenzionale, Marco Laurini, conosciuto negli ambienti ultras dei tifosi dell'As Roma, residente nel popoloso e popolare quartiere del Tiburtino, con precedenti alle spalle, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Roma.

Per il giovane anche l’aggravante di aver agito per futili motivi, poiché la vittima veniva colpita di notte, all’improvviso con la consapevolezza che lo stesso non avrebbe avuto la possibilità di difendersi a causa della sua età e del suo stato di lieve ubriachezza.

Non poche sono state le difficoltà incontrate dagli investigatori nella ricostruzione di quella sera. Infatti la inconsistente collaborazione da parte delle persone informate sui fatti per via del diffuso atteggiamento di omertà ed anche un primo esame autoptico sulla salma, indirizzavano il decesso sulla pista della morte naturale.

La perseveranza degli inquirenti e l’acquisizione di nuovi elementi consentivano un nuovo e più accurato esame autoptico, da cui si evince che l’arresto cardiocircolatorio era stato originato non già da un malore, ma dai colpi inferti dall’aggressore.

Per il malvivente, sono scattate le manette ai polsi ed ora si trova nel carcere di Velletri, dove era già recluso in quanto coinvolto in una vicenda di traffico di ingenti quantità di sostanze stupefacenti provenienti dal Sud America per conto di Silvano Mandolesi, ritenuto il luogotenente di Salvatore Casamonica.

Proprio Mandolesi era stato coinvolto anche nell'operazione 'Brasile low cost' del gennaio 2019. In quella circostanza il gruppo di investigazione della criminalità organizzata del nucleo di polizia economico finanziaria, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, aveva sgominato un'organizzazione criminale che vedeva a capo Salvatore Casamonica, capace di importare dall'America Latina 7 tonnellate di cocaina destinate alle piazze di spaccio di Roma e Napoli.

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