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Omicidio Sacchi, i legali: "Luca poteva aver scoperto qualcosa". Il padre: "Anastasiya parli"

Il padre di Luca: "Quella sera è sceso di casa, Federico (il fratello minore, ndr) stava provando sulla via di casa uno scooter. E uscito da solo, a piedi. Anastasia non c'era"

"Luca poteva aver scoperto qualcosa", così Armida Decina e Paolo Salice, gli avvocati della famiglia di Luca Sacchi, il 24enne ucciso con un colpo di pistola alla testa nella zona di Colli Albani, hanno esordito nella puntata di Porta a Porta in onda il 21 novembre. 

I legali, ospiti insieme ad Alfonso Sacchi (padre di Luca), nel programma di Bruno Vespa hanno ribadito la loro posizione: "Le indagini vanno un pochino a rilento - spiega l'avvocato Salici - Noi abbiamo due ipotesi: che si tratti di un errore di persona o che lui quella sera abbia scoperto qualcosa di losco, che non gli andava giù". 

Ma c'è un altro dubbio che i legali sollevano in studio: "Se Luca è stato colpito da una mazza da baseball e ha diversi lividi, perché Anastasiya (al momento non indagata e vittima della rapina in cui il 24enne personal trainer è stato ucciso da Valerio Del Grosso e Paolo Pirino) non ha nemmeno un graffio? Chiediamo venga prelevato un campione genetico alla ragazza".

Su quei dubbi che aleggiano intorno alla ragazza, ne ha parlato anche Alfonso Sacchi: "Quella sera Luca è sceso di casa, Federico (il fratello minore, ndr) stava provando sulla via di casa uno scooter. E uscito da solo, a piedi. Anastasiya non c'era. Alle 23, ero al ristorante, mi ha chiamato un amico dicendomi che c'era stato un incidente, che Luca era caduto da un muretto. Non mi poteva dire che gli avevano sparato in testa".

Il legali: "Qualcuno sta mentendo"

"Non so perché sia successo - continua - Anastasiya è stata con noi, solo la prima sera è andata a dormire a casa, poi la mattina è venuta a casa, è uscita alle 8, è tornata ancora una volta dopo un'oretta, e non l'ho più vista". Della ragazza che per cinque anni è stata accanto al figlio, Alfonso Sacchi non sa più cosa pensare. "Luca non può più dirci cosa sia successo. Aveva già dato la vita per difenderla, nel terremoto di Amatrice, portandola in salvo. Lo ha rifatto. Adesso, se sa qualcosa, e nutro ancora un filo speranza, è il momento di parlare. Così non è possibile".

Le notizie sull'omicidio di Luca Sacchi

Il papà di Luca si è poi lasciato andare. "Ho sognato Luca questa notte. Ne parlavo con mia madre qualche giorno fa, le ho chiesto perché non riuscissi a sognarlo. Mi ha detto: 'dicono che debba passare un mese perché diventi angelo poi si sogna'. Pensavo fossero dicerie del nostro paese, in Abruzzo, ma stamattina alle 10 mi sono svegliato piangendo. L'ho visto nella stanza, gli ho chiesto che facesse lì, se non gli facessero male le braccia per i colpi ricevuti. Mi ha detto che stava bene, che si sentiva sollevato. 'Voglio stare qua, non so se andrò in cielo', mi ha detto, 'ma fammi una cortesia: dì a mamma che non pianga più". 

Il padre di Luca Sacchi chiede giustizia

La puntata di Porta a Porta del 21 novembre 2019

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