Omicidio Sacchi, parla Anastasia: "Non sapevo dei 70mila euro. Io e Luca non c'entriamo con la droga"

Anastasia Kylemnyk, fidanzata di Luca Sacchi, è stata ascoltata dal Gip di Roma, Costantino De Robbio. La giovane è stata sottoposta all'obbligo di firma

Luca Sacchi e Anastasia Kylemnyk

Anastasia Kylemnyk non sapeva di avere 70mila euro nel suo zaino, così come non era a conoscenza del traffico di droga. La fidanzata di Luca Sacchi, ucciso lo scorso ottobre con un colpo di pistola all'Appio Latino, parlando al Gip di Roma Costantino De Robbio ha voluto raccontare la sua verità.

La giovane, sottoposta all'obbligo di firma, è finita al centro della tragedia insieme a Giovanni Princi, amico di Luca Sacchi. I due sono stati colpiti da una misura cautelare lo scorso venerdì, così come Marcello De Propris, Paolo Pirino e Valerio Del Grosso e sono indagati per il tentato acquisto di un carico da 70 mila euro di droga.

Anastasia: "Io e Luca estranei alla vicenda di droga"

Berretto rosa e occhiali da sole, Anastasia è la prima volta che viene ascoltata dagli inquirenti. Poche ore dopo il delitto aveva parlato in tv raccontando però, a detta degli inquirenti, diverse bugie, etichettate come "contraddizioni". 

"Non sapevo di avere settantamila euro nello zaino. Ero davanti a quel pub con Luca come mille altre volte. Io e lui siamo assolutamente estranei a questa vicenda", ha sottolineato la 25enne. 

Ad accompagnarla il suo avvocato Giuseppe Cincioni: "Il comportamento di Anastasia durante l'interrogatorio ha dato atto della sua estraneità all'ipotizzato traffico di sostanze stupefacenti". Poi, il legale ha aggiunto: "Giovanni Princi prima della tragedia era un carissimo amico di Luca".

Del Grosso: "Non volevo uccidere"

Ieri, invece, è stato il giorno proprio di Valerio Del Grosso. Il 21enne di Casal Monastero si è avvalso della facoltà di non rispondere così come Paolo Pirino, anche lui in carcere per l'omicidio del ventiquatrenne personal trainer.

Il pasticcere, padre da pochi mesi, ha tuttavia reso una dichiarazione spontanea di poche righe davanti al Gip: "Non volevo uccidere nessuno, era la prima volta che prendevo un'arma in mano". Ha detto. 

Il giro di spaccio dietro l'omicidio di Luca Sacchi

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La mamma di Luca Sacchi: "Tra Anastasia e Princi sguardo strano" 

Nella serata, invece, è stata Tina Galati, mamma di Luca Sacchi, ad esternare le sue emozioni in collegamento nella puntata di Porta a Porta. "Tra Anastasia e Princi posso dire solo che nell'ultima vacanza insieme ad agosto ho notato uno sguardo strano, di intesa, che mi ha dato fastidio. Ho detto a mio figlio di stare attento a chi aveva vicino, poi non ho visto altro". 

D'accordo con lei il padre di Luca, Alfonso: "Credo sia stato Princi ad aggirare Anastasia - dice - prima non era così, era una brava ragazza. Ultimamente era cambiato qualcosa, come se lui (Giovanni Princi, ndr) l'avesse manipolata". 

Quando l'avvocato Armida Decina, il legale della famiglia seduta accanto alla donna e al marito Alfonso, racconta del secondo cellulare trovato alla ragazza, senza la scheda sim, Tina scuote la testa, si mette una mano sulla fronte, come incredula e scioccata: "Le avevo comprato un pigiama rosso per Natale. Luca mi diceva che mi aveva portato la figlia femmina che volevo. Le dicevo che sembrava me da piccola, aveva paura di tutto. Io ancora non ci credo".

Luca Sacchi usava app per messaggi criptati 

Nel frattempo le indagini proseguono. Da quanto emerso anche Luca Sacchi usava l'app Signal, sistema di messaggistica e comunicazione criptato per cellulari.

"Alle ore 22.30 del 23 ottobre - afferma Domenico Marino Munoz, amico di Sacchi e citato in una informativa dei carabinieri - ho ricevuto sul mio telefonino cellulare, tramite applicazione Signal, un messaggio da parte di Luca, il quale mi comunicava che era in compagnia della sua fidanzata Anastasia e che mi invitava a raggiungerlo per bere una birra al pub di via Bartoloni".

Munoz, che ha parlato ai militari dell'Arma, ha poi spiegato come Sacchi non gli avesse mai raccontato di liti, timori o minacce ricevute: "L'ultima volta che l'ho visto è stata una settimana prima dei fatti nella palestra che frequentiamo. Non mi ha raccontato di alcun problema e non mi è sembrato affatto preoccupato. Non mi risulta che facesse uso di sostanze stupefacenti, nè che frequentasse persone poco raccomandabili".

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