Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca Corviale / Via degli Orseolo

Femminicidio a Roma: fisioterapista uccisa a colpi di fucile dall'ex compagno

Per Manuela Petrangeli non c'è stato nulla da fare. Il killer si è poi costituito in caserma dai carabinieri

Femminicidio a Roma. Una donna, Manuela Petrangeli, è stata raggiunta da alcuni colpi d'arma da fuoco esplosi dall'ex compagno di 53 anni poi scappato a bordo di un'auto. L'uomo, Gianluca Molinaro, si è poi costituito dai carabinieri ammettendo le proprie responsabilità. Nonostante i tentativi di rianimarla per la 51enne, una fisioterapista, non c'è stato nulla da fare, è morta in strada nella zona di Casetta Mattei. 

La dinamica 

Il killer ha premuto il grilletto in pieno giorno contro la fisioterapista - intorno alle 14:00 di oggi, giovedì 4 luglio - all'altezza del civico 36 di via degli Orseolo. L'assassino si è poi dileguato a bordo di una vettura di piccola cilindrata, una Smart. Per la donna non c'è stato nulla da fare: è deceduta in strada, rendendo vani i tentativi di rianimarla da parte del 118. Sul posto sono poi intervenuti i carabinieri che hanno chiuso la strada, una via senza uscita da cui si accede dalla via Portuense, ascoltando alcuni testimoni, poi medicati sul posto sotto choc dal personale medico.  

Omicidio a Casetta Mattei

La caccia all'uomo e poi la resa 

Diramata una nota di ricerca è scattata la caccia all'assassino che poco dopo si è costituto in caserma dei carabinieri ammettendo le proprie responsabilità e consegnando l'arma, un fucile, con cui ha ucciso l'ex compagna. Manuela Petrangeli, era fisioterapista presso la casa di cura Villa Sandra che si trova nella stessa via degli Orseolo, struttura dalla quale la 51enne era appena uscita.

Chi era la donna uccisa dall'ex compagno a Roma fuori dalla clinica dove lavorava

Le testimonianze 

"Era appena uscita dal lavoro, Manuela aveva appena attaccato col figlio, gli aveva detto 'amore, adesso mamma viene a prenderti', con una collega stava andando a riprendere la macchina quando l'ex compagno le si è accostato con la sua Smart. L'ha prima colpita a un braccio, lei è corsa via, ha provato a ripararsi dietro a un'auto parcheggiata, ma poi lui ha mirato al petto e non c'è stato più nulla da fare". È il racconto all'Adnkronos di due colleghe di Manuela Petrangeli, la fisioterapista 51enne uccisa a colpi di fucile dal suo ex in via degli Orseolo, davanti alla clinica Villa Sandra dove la vittima lavorava come fisioterapista. "Una donna davvero per bene, un'amica e una professionista - aggiunge Maria Cristina, collega di Manuela -. Mai avremmo immaginato una cosa del genere perché mai ci aveva raccontato di liti o situazioni difficili".

Chi era Manuela Petrangeli

Con l'ex compagno, da cui aveva avuto un figlio di 9 anni, si erano lasciati da 3 anni.  A quanto si apprende non risulterebbero denunce presentate in passato. La donna, infatti, avrebbe evitato un passaggio con le forze dell'ordine per tutelare il figlio. Sull'omicidio la procura di Roma ha aperto un fascicolo coordinato dai pm del pool antiviolenza. Sul luogo dell'omicidio è intervenuta la pm Antonella Pandolfi del pool antiviolenze coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. È stata disposta l'autopsia

Le reazioni della politica

"Il brutale assassinio di Manuela Petrangeli sconvolge tutti - ha commentato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri -. Roma si stringe al dolore della sua famiglia e abbraccia con amore suo figlio. Quello di oggi è l’ennesimo intollerabile femminicidio che avviene nel nostro Paese, al quale le Istituzioni devono reagire in maniera compatta, a partire dall'educazione al rispetto, al dialogo e alla parità di genere. Gli episodi di violenza nei confronti delle donne e i femminicidi non sono solo gesti isolati compiuti da folli, ma anche atti barbari figli di un fenomeno culturale da combattere senza quartiere con educazione e cultura per far accettare l’indipendenza e la libertà delle donne".

"Con immenso dolore e sconcerto apprendo della tragica morte di Manuela Petrangeli, colpita a morte da colpi di fucile mentre tornava a casa da lavoro. L'orrendo delitto è avvenuto in via degli Orseolo, nella periferia sud-ovest della capitale. Manuela non c’è più, la sua vita è stata spezzata da un atto violentissimo. Il suo ex compagno, padre di suo figlio, si è costituito. È insopportabile il rumore di queste donne uccise, sono 20 da inizio anno, una scia di sangue che non riusciamo ancora ad arrestare” – dichiara l’assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità di Roma Capitale Monica Lucarelli -. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine per ricostruire la dinamica dei fatti. Come madre, donna e assessora esprimo la mia vicinanza alla famiglia di Manuela e a suo figlio in modo particolare e ribadisco che per la lotta contro ogni forma di violenza è necessaria una rivoluzione culturale per proteggere la vita, la dignità e la libertà di ogni donna di essere se stessa” conclude Lucarelli.

"Sgomento e rabbia per il brutale femminicidio avvenuto oggi a Roma in zona Portuense - scrive in una nota la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli -. La vittima, Manuela Petrangeli, è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco dal suo ex compagno. Una pura follia, un nuovo caso di una strage che non conosce limiti. Non bastano più indignazione e condanna, è necessario rafforzare la rete di protezione e di supporto a tante donne vittime di violenze e soprusi. La libertà e la dignità delle donne non posson o essere pagate con la vita e nessuna relazione deve e può trasformarsi in paura e sopraffazione”.

"Interventi a supporto donne"

"Esprimiamo tutta la nostra rabbia e indignazione per il femminicidio di Manuela Petrangeli, fisioterapista di Villa Sandra, uccisa dall'ex nei pressi del suo luogo di lavoro, a fine turno, mentre stava per ritornare a casa -  scrive in un comunicato la Cgil di Roma e del Lazio -. Un altro nome che si aggiunge alla lunga lista di una strage intollerabile che deve avere fine. Non ci stanchiamo di ripeterlo: non c'è nulla di episodico. La violenza maschile sulle donne è un fenomeno strutturale della nostra società. Servono maggiori interventi normativi a supporto delle donne per metterle in condizione di uscire in sicurezza da relazioni e contesti violenti ma serve anche una svolta per superare la cultura patriarcale e misogina".

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