Cronaca

Omicidio Ponte Sisto, Galioto resta in carcere: "Non sono stato io ad ucciderlo"

Il clochard 45enne si è difeso dalle accuse: "Sono passato di lì dopo, è stato picchiato prima da un'altra persona"

Foto Ansa

Resta in carcere Massimo Galioto fermato giovedì sera con l'accusa di aver ucciso un 38enne romeno sotto Ponte Sisto a Roma. Il gip Clementina Forleo ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per il clochard 45enne.

Galioto nel corso dell'interrogatorio di convalida che si è svolto questa mattina in videoconferenza con il carcere di Regina Coeli, ha fatto una breve dichiarazione spontanea: "Non sono stato io ad ucciderlo e a provocargli le lesioni mortali. Sono passato di là dopo, è stato picchiato prima da un'altra persona", ha sostenuto Galioto.

Galioto, difeso dall'avvocato Michele Vincelli, non ha però risposto alle domande del gip Clementina Forleo nel corso dell'interrogatorio di convalida del fermo che si e' svolto in videoconferenza con il carcere di Regina Coeli.

Galioto non è nuovo a gravi fatti di cronaca. Il 45enne infatti era stato arrestato nel luglio del 2016 per l'omicidio dello studente americano Beau Solomon, spinto nel Tevere da una banchina sotto ponte Garibaldi, nella stessa zona dove è avvenuto l'omicidio del 7 maggio. 

Per quel delitto però il clochard è stato assolto in primo grado, lo scorso giugno, per non aver commesso il fatto mentre la Procura, con i pm Nadia Plastina e Gennaro Varone, aveva chiesto l'ergastolo. A ottobre è previsto l'appello. "Sono due fatti assolutamente slegati l'uno dall'altro" commenta il difensore.

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