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Omicidio Michela Di Pompeo, pena dimezzata per Francesco Carrieri: condannato a 16 anni

Francesco Carrieri, secondo la corte, al momento dell’omicidio "versava in condizioni tali da almeno grandemente scemare la capacità di intendere e di volere"

Sedici anni di carcere e tre anni di Rems. Questa la condanna in Appello per Francesco Carrieri, direttore di Banca, inflitta dai giudici della prima corte di Assise di Roma per l'omicidio della sua compagna, Michela Di Pompeo, professoressa della Deutsche Schule.

Pena dimezzata per Francesco Carrieri

Francesco Carrieri, secondo la corte, al momento dell’omicidio "versava in condizioni tali da almeno grandemente scemare la capacità di intendere e di volere". Per questo motivo, in seguito alla perizia collegiale, i giudici hanno dimezzato la pena all'uomo.

La donna era stata uccisa in via del Babbuino. Carrieri in primo grado a ottobre 2018 era stato condannato a 30 anni di carcere per omicidio volontario aggravato. Questa volta è stata quindi riconosciuta la seminfermità mentale.

L'omicidio di Michela Di Pompeo

Michela Di Pompeo aveva 47 anni. Amatissima dai suoi studenti venne uccisa l'1 maggio 2017. Quella notte, in un appartamento in vicolo del Babuino, lei e Carrieri, una lite finì in tragedia. 

Carrieri, descritto come un uomo brillante, attraversa un periodo complicato per la depressione. Quella sera il cellulare di lei vibra per un messaggino. Lui si precipita a leggere. Non sono i figli, ma un ex.

Questo bastò a scatenare l'impulso. Nella ricostruzione dell'omicidio Michela viene immobilizzata e stretta alla gola mentre è a letto. Carrieri si accanisce con un manubrio da body building. La donna non ha il tempo di proteggersi in alcun modo.

Il medico legale parlò di "rapida stasi circolatoria con perdita di coscienza". Alle cinque di mattina Carrieri si presentò ai carabinieri confessando tutto.

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