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Marco Vannini, Antonio Ciontoli parla in tv: la sua verità a Storie Maledette

Cosa accadde quella notte di tragedia lo racconta, a Franca Leosini, Antonio Ciontoli. La mamma di Marco: "Noi non siamo stati avvisati di questa intervista"

In attesa della Corte di Cassazione, il caso dell'omicidio di Marco Vannini torna in tv. Andrà in onda oggi, domenica 30 giugno a partire dalle 21.20 su Rai 3 la prima delle due puntate speciali di Storie Maledette, il cui sottotitolo è 'Quel colpo che arriva al cuore', con la conduzione di Franca Leosini. 

La giornalista in queste due puntate intervisterà Antonio Ciontoli, capofamiglia condannato a 5 anni per omicidio colposo. La moglie Maria Pezzillo, e i figli Federico e Martina soono stati invece condannati a tre anni. Un caso quello del giovane ucciso a Ladispoli il 18 maggio 2015 che ha sollevato negli anni pesanti polemiche. In primo grado Ciontoli era stato infatti condannato a 14 anni per omicidio volontario, poi derubricato a colposo in appello, con riduzione di pena.

Polemica sull'intervista a Antonio Ciontoli a Storie Maledette

Prima della messa in onda dell'intervista di Antonio Ciontoli, Franca Leosini, come si legge sulle pagine del settimanale TelePiù, ha spiegato perché ha deciso di realizzare due appuntamenti anziché uno (il secondo andrà in onda martedì): "Ho chiesto che le due puntate venissero mandate in onda a breve distanza l'una dall'altra per non perdere la tensione emotiva. E' un confronto drammatico. Quest'intervista non è stata un'impresa facile sia sul piano psicologico che su quello professionale" ha inoltre dichiarato.

L'intervista a Ciontoli è attesa ed è stata accompagnata da una scia di polemiche. La conduttrice di 'Chi l'ha visto?' Federica Sciarelli aveva lanciato una frecciatina: "A noi, Antonio Ciontoli, l'intervista non l'ha mai concessa. Come si dice, fatevi una domanda e datevi una risposta", aveva tuonato in trasmissione.

Anche Marina, la mamma di Marco Vannini, aveva detto la sua proprio attraverso i microfoni di 'Chi l'ha visto?' durante la puntata andata in onda il 26 giugno: "Non siamo stati avvisati di questa intervista. Questa cosa mi ha fatto rimanere molto molto male perché, tra le altre cose, stiamo parlando del caso che riguarda mio figlio. Oltretutto ho letto che il Ciontoli chiede il perdono a me e a Valerio, mio marito: il perdono di che cosa? Deve capire che io e Valerio non lo perdoneremo mai. Non avrà mai il nostro perdono, mai. Ci ha ucciso un figlio che aveva vent'anni e tanta voglia di vivere".

Indagato l'ex comandante dei carabinieri di Ladispoli

Omicidio Marco Vannini: la ricostruzione

Sono le 20 del 18 maggio 2015 quando il 20enne si trova a Ladispoli nella villetta della fidanzata Martina. In tarda i vicini sentono delle urla: "Vedi, papà? Vedi?". Poi un ragazzo che si lamenta con una voce disumana: "Scusa Martina". In casa non ci sono solo Marco e Martina, ma altre 4 persone: Antonio Ciontoli, la moglie Maria, Federico e la fidanzata di quest'ultimo, Viola. 

Tutti e cinque hanno raccontato che Marco stava facendo un bagno nella vasca. Era nudo quando nella stanza è entrato il capofamiglia con una pistola per mostrare l'arma al fidanzato della figlia. Ciontoli ha dichiarato di essere convinto che fosse scarica. Sempre "per uno scherzo" ha dichiarato di aver premuto il grilletto, con il proiettile che ferirà a morte Marco Vannini. 

Da lì si apre la storia più inquietante, quella che ha portato al decesso di Marco. Federico Ciontoli chiama il 118, ma con enorme ritardo rispetto allo sparo. 

Omicidio Vannini: le chiamate al 118

Nella telefonata al 118 si sente: "C'è un ragazzo che si è sentito male probabilmente per uno scherzo, di botto è diventato troppo bianco e non respira più...". Subito dopo però spiega che l'ambulanza non serve.Qualcuno della famiglia Ciontoli gli ha detto di troncare la comunicazione. La telefonata si interrompe, Marco è ancora vivo.

A chiamare nuovamente, per la seconda volta, l'ambulanza è Antonio Ciontoli. Lo fa però senza rivelare che in quella casa c'è un ragazzo con una pallottola entrata dalla spalla e fuoriuscita dal fianco. Parla - anche questo è possibile ascoltarlo dalle registrazioni audio al 118 - di un buchino generato dalla caduta su un pettine. Sarà  la figlia di Ciontoli, nonché fidanzata di Vannini, Martina, ad affermare nelle intercettazioni di avere visto l'ogiva spuntare dalla carne. 

Quando gli operatori del 118 arrivano nella villetta dei Ciontoli trovano un ventenne agonizzante, lo portano d'urgenza all'ospedale ma non c'è nulla da fare, nemmeno quando Marco viene trasportato in elicottero al Gemelli, dove viene dichiarato morto. 

L'attesa per la sentenza della Cassazione su Ciontoli

Inizia da lì la vicenda giudiziaria. La sentenza della Cassazione è fissata per il 7 febbraio 2020. Una data tanto attesa per la famiglia di Marco Vannini che continua a chiedere la condanna per l'intera famiglia Ciontoli. Cosa accadde quella notte di tragedia, Ciontoli è pronto a raccontarlo a Storie Maledette.

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