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FOTO ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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Omicidio Luca Sacchi: fermati Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Ecco dove si nascondevano

Le indagini per arrivare ai due sospettati sono state svolte da carabinieri e squadra mobile della polizia con il coordinamento della Procura capitolina

Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, entrambi 21enni di Casal Monastero. Sono loro i due sottoposti a fermo della Procura di Roma perché sospettati dell'omicidio del 24enne Luca Sacchi. I due, che devono rispondere di omicidio, rapina e detenzione e porto abusivo di armi, sono già noti entrambi alle forze dell'ordine.

Dove si nascondevano Valerio Del Grosso e Paolo Pirino

Sono stati rintracciati nella notte. Del Grosso è stato rintracciato in un hotel a Tor Cervara dove aveva trovato rifugio, mentre Pirino è stato rintracciato sul terrazzo di una palazzina dove si era nascosto, in zona Torpignattara. Erano soli ma "hanno usufruito di legami familiari e conoscenti", come hanno spiegato il dirigente della Squadra Mobile Luigi Silipo e il comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Roma, il colonnello Mario Conio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori Valerio Del Grosso e Paolo Pirino "non hanno ammesso le proprie responsabilità, non si sono assolutamente costituiti (come emerso in un primo momento), sono stati raccolti elementi e poi sono stati catturati fuori dal domicilio, in luoghi dove si nascondevano". I due giovani sono stati portati al carcere di Regina Coeli dopo le 11:45 circa del 25 ottobre, quando è stato firmato il decreto di fermo. 

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Come è morto Luca Sacchi

Dalla ricostruzione, sulla quale dovrà esprimersi il gip per convalidare l'arresto di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, si delinea il quadro. Luca Sacchi e Anastasia potrebbero, ma si aspetta la certezza dell'ipotesi investigativa, aver incontrato i due per trattare l'acquisto di droga.

I pusher, che facevano la ronda in Smart in cerca di clienti, hanno chiesto alla fidanzata di Sacchi di vedere i soldi. Poi tornano nella Smart dicendo di andare a recuperare lo stupefacente (hashish) ma si ripresentano armati, forse ingolositi dal denaro, per rapinare Anastasia e fuggire senza aver completato lo scambio.

E così sarebbe andata: i due arrivano in via Franco Bartoloni, colpiscono la ragazza e rubano lo zaino dove avevano visto i soldi. A quel punto Luca sarebbe intervenuto colpendo Pirino, mentre Del Grosso interveniva in suo aiuto estraendo la pistola per poi sparare il colpo rivelatosi poi mortale

Il video del fermo di Del Grosso e Pirino

La fidanzata di Luca Sacchi: "La droga non c'entra"

L'ipotesi relativa allo scambio di droga finito male, però, secondo Anastasia non sta in piedi. La ragazza, al Tg1, spiega: "Non, noi eravamo lì per guardare il fratellino più piccolo che stava dentro al pub. Luca non è quello che dicono, Luca è l'amore non ci sono altre definizioni".

Gli aggressori "non li ho visti in faccia. Ho sentito solo la voce del ragazzo, aveva un accento romano, un ragazzo giovane. Mi ha detto 'damme sto zaino'. E' una cosa che non supereremo mai, Luca rimarrà nei nostri pensieri sempre. Questa è un'ingiustizia. Sono dei mostri", dice.

"Luca - racconta la ragazza in lacrime - ha tentato di proteggermi, se invece si fosse nascosto magari non sarebbe successo nulla, ma io ero a terra, avevo preso una botta in testa, ho visto tutto bianco, non capivo. Ricordo solo che quando mi sono alzata sono andata a vedere come stava Luca. Poi mi hanno detto che Luca aveva visto che mi stavano per picchiare, perché mi hanno dato un'altra bastonata sulla schiena, e l'ha atterrato, l'ha preso, l'ha caricato, l'ha buttato a terra e lì penso che si siano spaventati perché Luca è uno sportivo, un ragazzo grosso, si allena sempre. Mi ha voluto proteggere".

Proseguono le indagini

Nel frattempo gli investigatori sono ancora a caccia dell'arma utilizzata per sparare, mentre la Smart utilizzata per la fuga è stata sequestrata. La macchina non risulta rubata mentre la mazza da baseball usata per aggredire la fidanzata di Sacchi, è stata trovata nei campi nei pressi del Gra, vicino alla Centrale del latte.

"Nel corso delle operazioni sono stati recuperati oggetti di interesse investigativo. Al termine delle attività Del Grosso e Pirino sono stati sottoposti a fermo del pubblico ministero emesso dalla Procura della Repubblica di Roma per i reati di omicidio, rapina, detenzione e porto abusivo di armi e condotti presso la casa circondariale di Regina Coeli", riferiscono gli inquirenti mentre le indagini proseguono. 

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