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Omicidio Luca Sacchi: lo zaino, i soldi, la droga. Tutti i punti da chiarire sulla storia di Colli Albani

Tanti i passaggi ancora tutti da scrivere in quella che difficilmente resterà la storia di uno scippo finito male. Il riassunto di quel che non torna

Valerio Del Grosso e Paolo Pirino non parlano. Per ora. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del pubblico ministero Nadia Plastina. I due, in carcere per l'omicidio di Luca Sacchi, ritenuti esecutori materiali dell'aggressione sfociata in sparatoria, sono personaggi chiave di questa storia la cui verità appare in gran parte tutta da scrivere. Uno scambio di droga da trasformare in rapina è al momento la forma assunta dalla vicenda. I punti oscuri sono però tanti, come tante sono le versioni che non coincidono. Centrale è il ruolo della fidanzata di Luca Sacchi, Anastasia Kylemnyk.

Il ruolo di Anastasia Kylemnyk

Sulla baby sitter di origini ucraine sono puntati i fari di chi indaga. La sua versione rimane la stessa e non cambia dalla sera dell'omicidio: quello di via Bartoloni è stato un tentativo di rapina finito male. I due volevano lo zaino, l'hanno aggredita, Sacchi ha reagito, ha steso Pirino e Del Grosso ha risposto sparando. Secondo la ragazza nella sua borsa c'erano una trentina di euro.

Diverso invece il racconto di alcuni testimoni, sentiti dai magistrati e finiti nel provvedimento di fermo. Nello zaino c'erano diverse mazzette da cinquanta e venti  euro, almeno duemila euro, secondo gli inquirenti. La cifra doveva servire per acquistare la droga, evidentemente non per uso personale. Chi doveva comprare l'erba però non godeva della fiducia dei venditori e per questo un intermediario era stato mandato a verificare l'effettiva presenza dei soldi. Vista la cifra, avuto l'ok, si è innescato lo scambio. Del Grosso e Pirino però all'ultimo avrebbero cambiato idea e deciso di prendersi lo zaino senza consegnare la droga. 

La droga da consegnare

Ma c'era davvero la droga? Anche su questo chi indaga vuole fare luce. I due accusati non fanno parte dei soliti giri di spaccio. Del Grosso aveva da alcuni mesi un lavoro come pasticciere, Pirino frequentava San Basilio ed aveva precedenti. Al momento chi indaga ipotizza che Pirino potesse aver deciso di rimettersi nel giro, coinvolgendo Del Grosso. Il primo però ieri, nella sua dichiarazione spontanea, ha parlato solo della rapina, aggiungendo di non sapere che l'amico avesse la pistola. Nessun cenno alla droga. C'è dietro una strategia difensiva, ovviamente, ma le parole fanno montare due dubbi: i due lavoravano per qualcuno di più importante oppure in realtà la droga non l'hanno mai avuta?

I testimoni

Decisivo sarà il ruolo dei testimoni, già ascoltati da chi indaga. Uno, mandato da Del Grosso per verificare la presenza dei soldi, di fatto ha ricostruito come è nato lo scambio di droga, indicando sia gli acquirenti ("persone in zona Tuscolana") che chi la "merce" doveva fornirla. Probabilmente sarà risentito appunto per ricostruire meglio il perché i primi volessero comprare e da dove i secondi, gli accusati, avessero preso l'erba. Sarà sentito anche l'altro testimone, amico di Valerio Del Grosso, e andato insieme all'emissario a verificare la presenza dei soldi. Quest'ultimo ha sostanzialmente confermato la versione del primo amico. 

Luca Sacchi

Dal racconto dei testimoni misterioso appare il ruolo, in questa vicenda, di Luca Sacchi, la vittima. Nessuno lo nomina: si parla genericamente di "persone in zona Tuscolana" in possesso di denaro per acquistare la "merce" (droga, ndr). Ad interfacciarsi con i due amici inviati da Del Grosso, poi diventati testimoni, è un'altra persona, tale Giovanni. Sarebbe stato lui a mostrare il denaro nello zaino, a parlare della cessione di erba e ad entrare insieme nel pub. Perché allo scambio invece presenzia Sacchi? Lo stesso Luca era lì per caso o sapeva dello scambio soldi in cambio dell'erba? Ricordiamo che la famiglia Sacchi ha escluso categoricamente il coinvolgimento della vittima in giri di droga di cui non aveva mai fatto uso

L'aggressione 

Si ritorna, nel mettere in fila ciò che non torna, ad Anastasia e al suo racconto. "Sono stata colpita con una mazza alle spalle", ha dichiarato. L'aggressione, oltre a provocarne la caduta, secondo quanto si apprende, non avrebbe lasciato ulteriori segni. Chi indaga si chiede se, a scatenare la reazione di Sacchi, invece dell'aggressione, possa essere stata l'intenzione di Del Grosso e Pirino di non consegnare la droga, ipotesi quest'ultima ritenuta la più accreditata.

I soldi

E infine, che fine hanno fatto i soldi? La mazza è stata ritrovata, la borsa anche, ma dei soldi nessuna traccia. Che fine hanno fatto? C'erano davvero? E se c'erano come erano stati messi insieme? 

Passaggi ancora tutti da scrivere per quella che difficilmente, a questo punto, resterà la storia di uno scippo finito male. 
 

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