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Cronaca

Lo scambio di droga da trasformare in rapina: la storia di Colli Albani ricostruita dai magistrati

Valerio Del Grosso ad un amico: "Ho fatto un macello". La ricostruzione di quella che, ormai è appurato, non è una storia di uno scippo finito male

Quella di Colli Albani per dirla con le parole di Franco Gabrielli, capo della polizia, "non è la storia di uno scippo" finito male. E' una vicenda che, pur avendo portato in carcere i due presunti responsabili, presenta ancora lati oscuri ancora da chiarire. Al momento, anche leggendo il decreto di fermo, i punti fermi appaiono due: uno scambio di droga da trasformare in rapina e uno zaino da donna con molti soldi.

Non è chiaro se Luca Sacchi sapesse dello scambio che doveva avvenire, come tutta da chiarire è la versione della fidanzata Anastasia che nega lo scambio di droga, così come riferisce che all'interno dello zaino vi fossero appena una trentina di euro. Altra certezza, confermata dalla famiglia e dall'idoneità all'espianto degli organi, è che Luca, la giovane vittima, non faceva uso di sostanze stupefacenti

Secondo quanto si legge nel decreto di fermo Valerio Del Grosso e Paolo Pirino "avrebbero dovuto consegnare dello stupefacente ad un gruppo di amici della vittima, ma in realtà erano intenzionati a rapinare i giovani dei soldi che sapevano detenere in uno zaino da donna senza consegnare la droga".

Come sapevano i due dello zaino? A chiarirlo è una testimonianza di un amico di Del Grosso, riportata nel decreto di fermo. L'amico era presente nelle fasi precedenti del delitto. Lo  stesso riferisce di essere stato "incaricato da Del Grosso - scrive il pm - di verificare se persone in zona Tuscolano avessero il denaro per comprare come convenuto 'merce' e di essersi recato a bordo  della vettura di questi, in via Latina, intorno alle 21.30 del 23  ottobre incontrando un tale già a lui noto al quale si presentava come inviato da Valerio".

Leggendo la testimonianza del ragazzo emerge che "una donna in quel contesto aveva lasciato uno zaino che lui stesso - scrive il pm - aveva constatato contenere soldi divisi in due mazzette, da 20 e 50  euro. Accertata la presenza del denaro la ragazza aveva ripreso lo zaino mentre arrivava subito dopo il Del Grosso che parlava con qualcuno della cessione di 'erba'. Lo stesso amico - si legge sempre nel decreto -  era entrato poi nel pub John Cabot e aveva sentito subito  dopo urla di una donna ed un colpo". 

Cosa è successo fuori, il perché di quel colpo, è purtroppo cronaca ormai appurata e messa anche questa nero su bianco nel decreto di fermo. Del Grosso e Pirino "a bordo di una Smart di colore chiaro, armati di un revolver calibro 38 e di una mazza da baseball in via Teodoro Momsen e all'uscita del pub John Cabot si avvicinavano alla vittima e alla fidanzata Anastasia che deteneva il denaro nello zaino a spalla e - si legge nel decreto - mentre Pirino la colpiva con una mazza alla nuca intimandole di consegnare lo zaino che le strappava una volta a terra, Del Grosso alla reazione di Sacchi che affrontava l'aggressore esplodeva contro Sacchi un colpo di arma da fuoco da distanza ravvicinata in direzione del capo". E' stato lo stesso amico di Del Grosso ad indicare in Pirino l'altra persona presente.

Un altro amico di Del Grosso ha riferito di averlo incontrato il giorno dopo il delitto e che "lo aveva abbracciato dicendo che aveva fatto un macello e che voleva solo spaventarli". L'amico, come riportato nel decreto, ha riferito anche di aver cancellato le tracce delle chiamate e dei messaggi con Del Grosso dal suo cellulare "per paura di eventuali conseguenze". Si tratta dello stesso ragazzo indicato dalla famiglia di Del Grosso. I genitori e il fratello di Valerio  hanno infatti riferito presentandosi ieri sera al commissariato di San Basilio "di aver appreso da un amico di Valerio che aveva chiesto di vederlo urgentemente con una telefonata, che Valerio aveva sparato ad una persona".
 

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