Omicidio Sacchi, qualcuno sta mentendo: decisiva l'analisi dei cellulari. Sarà la settimana dei testimoni

I legali della famiglia Sacchi: "Speriamo sia un processo rapido e non ventennale come spesso accade in Italia. Ai due imputati non potrà essere concesso il rito abbreviato per via delle aggravanti"

Le indagini proseguono. La Procura di Roma, supportata dalle forze dell'ordine, lavora per far luce sull'omicidio di Luca Sacchi. Saranno sentiti dagli inquirenti la prossima settimana in procura alcuni dei testimoni presenti sul luogo in cui è avvenuta la tragedia dei Colli Albani. Contestualmente, o subito dopo queste audizioni, il pm Nadia Plastina potrebbe sentire anche Anastasiya, la fidanzata del 24enne, che era con Luca la notte dell'omicidio.

Le parole di Anastasiya

Lei dovrà raccontare, ancora, la dinamica dell'aggressione. Ma non solo. I dubbi riguardano anche l'esatta somma di denaro presente nel suo zaino rubato e gli eventuali rapporti con gli altri protagonisti della vicenda. 

La famiglia della vittima e gli avvocati di parte civile, Paolo Salice e Armida Decina, non credono alle ricostruzioni giornalistiche su Anastasiya. Per ora, infatti, la ragazza non è indagata e, come hanno sottolineato in conferenza stampa al momento è "parte offesa del reato di rapina".

"Era la figlia femmina che i Sacchi non avevano, è stata accolta in casa a braccia aperte". Da sabato pomeriggio, i contatti tra la mamma e il papà di Luca e Anastasiya si sono rarefatti. "Qualche sms e basta".

"Il dato certo è che la famiglia Sacchi con la droga non c'entra nulla", hanno ribadito i legali per poi, però, aggiungere che, "leggendo le carte dell'ordinanza è chiaro che qualcuno sta mentendo". Chi allora? Anastasiya o qualche amico di Luca? Oppure sono Valerio Del Grossio, Paolo Pirino o i loro contatti?

Il padre di Luca: "Forse si fidava troppo"

Chi sono gli amici di Luca Sacchi

"Gli amici che frequentava Luca sembravano brava gente. Tutti di vecchia data, come Nicolas suo amico fraterno che ora è in Spagna, è venuto da noi appena ha saputo la notizia ed è svenuto. Poi pochi altri e tutti per bene. Ultimamente si era aggiunto questo Giovanni (Princi, ndr) con cui andava in moto. Con lui ha frequentato il liceo classico, poi come spesso succede si erano persi di vista. Aveva ripreso a frequentarlo da 5/6 mesi per la comune passione delle moto. Me ne aveva anche parlato", ha raccontato Alfonso Sacchi rispondendo a una domanda su possibili frequentazioni "sbagliate" del figlio.

"Sui ragazzi con cui usciva più di tanto non indagavo - continua - mi fidavo. Dopo la morte di Luca ho abbracciato tutti, c'erano i suoi amici si ma non so chi di preciso. Avevo la nebbia in testa, pensavo solo a mio figlio. No, a casa Giovanni (ancora Princi, ndr) non si è mai visto". Le indagini della Procura chiariranno anche questi punti oscuri.

La madre di Del Grosso: "E' giusto che paghi"

I cellulari analizzati

Secondo le indiscrezioni dai tabulati emergerebbero contatti tra Giovanni e Paolo Pirino, "socio" di Valerio Del Grosso. Una telefonata prima dell'omicidio quella su cui carabinieri del Nucleo Investigativo stanno eseguendo accertamenti. Un elemento che confermerebbe quanto detto dagli avvocati della famiglia Sacchi, ossia che qualcuno ha mentito.

Gli inquirenti cercano prove, incrociano tabulati e stanno analizzando almeno 5 smartphone. Sicuramente quello dei due arrestati, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, poi quello di Luca, di Anastasiya e un altro di cui ancora non è stato reso noto il proprietario, ma che verosimilmente dovrebbe appartenere a Giovanni, la cui figura appare sempre più centrale. 

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