Omicidio all'Eur, i condomini di Leonelli: "Bravo ragazzo, depresso dopo la morte della compagna"

Oggi in via Pigafetta, a Ostiense, non parla più nessuno. Il condominio dove abitava il killer dell'Eur si è chiuso nel silenzio. Ma ieri, colti di sorpresa dall'improvvisa attenzione mediatica, i vicini hanno fornito un quadro dettagliato dell'uomo

Nel riquadro l'abitazione del killer, Federico Leonelli, in via Pigafetta (Ostiense)

"Adesso basta, sì qui abita la signora Leonelli, ma nessuno può citofonare, è malata". Lei conosceva il figlio? "L'ho solo intravisto, sono qui da poco". In via Pigafetta 58 regna il silenzio stampa. Qui, nel quartiere Ostiense a pochi metri da Eataly, abitava il killer dell'Eur, Federico Leonelli, il 35enne che ieri ha decapitato una donna, e poi è morto in ospedale dopo i colpi d'arma da fuoco sparati dagli agenti.  

Giornalisti, fotografi, curiosi non sono ammessi, nel condominio non fiata nessuno. "Sono tornati di nuovo a chiedere", "tu continua a non dire assolutamente niente, vogliamo stare in pace". Scambi di battute in sordina, facendo attenzione a non farsi notare, nè sentire, nella speranza che i riflettori sul caso si abbassino, e al più presto.   

Sembra quasi una decisione presa all'unanimità, dopo una giornata in cui forse si è parlato abbastanza. Ieri infatti, dove oggi non vola una mosca, si è raccontato di tutto. Colpa forse di un'attenzione mediatica che ha colto il palazzo di sorpresa. Il portiere ha parlato di Leonelli. L'ha descritto come una persona schiva (ma "bravissima") con l'ombra della depressione. 

"Due anni fa era morta la compagna con la quale stava insieme da 17 anni - ha raccontato - avevano vissuto anche all'estero, a Madeira". Una morte che lo ha gettato nell'inferno. "Era triste - ricorda un anziano - e da allora non si era piu' ripreso. Era diverso e penso facesse uso di tranquillanti. Qualcuno mi aveva anche raccontato che quando era con la madre si sentivano delle liti molto accese". 

Quella madre, oggi costretta su una sedia a rotelle, faceva l'insegnante alla Cesare Battisti, alla Garbatella. Il padre "colonnello della Guardia di Finanza - raccontano - era separato dalla moglie da molti anni". Un quadro certamente difficile, ma non sufficiente da solo a spiegare la follia di ieri. 

L'aggressione a quella donna, la domestica della villetta di via Birmania dove Leonelli era ospite da due mesi, resta ancora tutta da chiarire. E restano quelle domande, della sorella Laura: "Perchè mio fratello è stato ucciso? Perchè gli hanno sparato al cuore? Potevano sparargli altrove, i poliziotti avevano una pistola e lui un coltello. Mi diano una risposta, deve essere fatta chiarezza". 

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