Cronaca Monte Mario / Via dei Gandolfi

Omicidio Fanella, l'ipotesi del Pm: forse un tentativo di sequestro finito male

E' la pista seguita al momento dagli inquirenti, sulla scia del 'tesoro' ritrovato in un appartamento di proprietà della vittima nel frusinate

Nuovi particolari emergono sull'agguato di ieri alla Camilluccia. Secondo gli inquirenti, Silvio Fanella, doveva essere solo rapito. Per l'imprenditore romano, condannato a 9 anni in primo grado in una maxi inchiesta su riciclaggio internazionale, i killer avrebbero avuto in mente un sequestro, finito male. 

LE INDAGINI - E' questa la pista seguita al momento dagli investigatori sulla scia di quanto ritrovato in un appartamento di proprietà della vittima nel frusinate: oggetti preziosi e soldi in contanti per alcuni milioni di euro. Un tesoro sul quale i killer avrebbero chiesto rendiconto a Fanella.

All'attenzione di chi indaga ci sono anche alcune fascette di plastica, dei cerotti e una borsa ritrovati sul teatro dell'omicidio. Ma il tassello fondamentale per la ricostruzione di quanto avvenuto sarà il racconto di Giovanni Battista Ceniti, uno dei tre uomini del commando ferito durante l'agguato e ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli, per cui è stato adottato un provvedimento di fermo con l'accusa di omicidio volontario premeditato. 

In base a una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti, i tre avrebbero detto al citofono di essere finanzieri. Una volta entrati nell’appartamento di Fanella sarebbe nata una discussione, che alcuni testimoni avrebbero confermato, poi degenerata negli spari. La vittima avrebbe reagito provando a fermarli, per poi morire con un colpo al petto. 

I LEGAMI CON MOKBEL - Silvio Fanella, 41 anni, sarebbe stato secondo gli investigatori il "cassiere" del gruppo riconducibile a Gennaro Mokbel. E' da stabilire se il tesoro appena scoperto possa essere appartenuto al gruppo che fa capo al faccendiere. 

Fanella era stato condannato in primo grado a nove anni per associazione a delinquere transnazionale finalizzata al riciclaggio nel caso della presunta frode e riciclaggio da 2 miliardi di euro. Nello stesso procedimento Mokbel è stato condannato a 15 anni. Assolto invece il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia, come pure l’ex Ad di Telecom Italia Sparkle Stefano Mazzitelli e altre cinque persone.

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