Lunedì, 14 Giugno 2021
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Omicidio Edoardo Sforna: “Nessuna testimonianza di frasi prima degli spari”

Caduta l'ipotesi della lite in piscina, oggi gli investigatori hanno smentito la circostanza secondo cui testimoni avrebbero raccontato di frasi pronunciate prima degli spari

Un disegno lasciato dagli amici sul luogo del delitto

Un rebus intricato, difficilissimo da risolvere, in cui le ipotesi vengono scartate di giorno in giorno, in cui cronisti vengono smentiti dagli investigatori e in cui a comandare sono solo teorie e supposizioni. L'omicidio di Edoardo Sforna appare al momento ancora lontano dall'essere risolto. Si cerca, prima ancora che i killer, la “miccia”, il movente, la lite. Così, scartata quasi immediatamente la possibilità dello scambio di persona, in questi giorni alcune ipotesi sono state battute dagli investigatori, apparentemente senza successo. E' necessario però fare un passo indietro per capire come si stanno muovendo le indagini.

DODO SENZA OMBRE – Il punto di partenza è la vita del 18enne Edoardo Sforna. Una vita da bravo ragazzo, ottimi voti a scuola, volontario nella Croce Rossa, bagnino part time nella piscina comunale di Ciampino, lavoratore saltuario per sostituire un amico. Benvoluto da tutti, figli unico in una famiglia esempio d'onestà per tutto il quartiere, Dodo era da poco anche fidanzato. Un quadro del genere agli investigatori non ha offerto alcun appiglio. Nessun legame con la criminalità, niente droga, nessun problema familiare, niente movente passionale. Nulla, il buio nella luce di un ragazzo irreprensibile.

A CACCIA DI UNA LITE – Ecco perché, scartata da subito la pista dello scambio di persona, ci si è concentrati sugli ultimi giorni di vita di Edoardo, a caccia di una lite, di un diverbio, di uno screzio. Si è pensato alla lite stradale e per questo dalla pizzeria sono state portati via tutte le ordinazioni che Dodo ha portato a domicilio. Da quelle si è cercato di risalire ai percorsi fatti, alle strade percorse, a caccia di testimoni di una lite che neanche si sa se c'è mai stata. Di concreto però ancora nulla.

E' poi venuta fuori l'ipotesi della lite in piscina. Edoardo che riprende dei suoi coetanei, rei di non rispettare il regolamento della struttura comunale di Ciampino, e questi che si legano al dito l'affronto, tanto da presentarsi a Campo Romano e sparare a bruciapelo al povero Sforna. L'ipotesi è però caduta perché lo staff dell'impianto, ascoltato dai carabinieri, ha smentito che questa lite ci sia mai stata. Secondo quanto apparso su alcuni giornali poi nessuno dei presenti in piscina nel giorno in cui la lite sarebbe avvenuta ha riconosciuto gli identikit mostrati dagli inquirenti. L'ipotesi quindi sarebbe caduta.

IL MOTORINO RITROVATO – C'è poi il motorino ritrovato, bruciato e risultato rubato. Un segnale questo che i killer hanno agito organizzando per bene il tutto. In due hanno ucciso Sforna e poi si sono allontanati, recandosi a 4 km da Campo Romano, sulla Tuscolana dove hanno bruciato il mezzo. Qui, ad attenderli, o un terzo complice o un altro mezzo parcheggiato in precedenza.


LE ULTIME PAROLE – Lo scandagliare le ultime ore di Sforna porta così di nuovo a Campo Romano, alla sera di martedì 23 agosto, agli spari e agli attimi in cui Edoardo agonizzante ha atteso l'arrivo dell'ambulanza. Con lui l'egiziano proprietario della pizzeria a cui Dodo potrebbe aver detto qualcosa. Ad infittire il mistero è il giallo sulle ultime parole. Secondo quanto riportato da Il Messaggero oggi ci sarebbe stata la frase “A Sforna: mo’ famme vede’ quanto sei forte”, udita proprio dal proprietario della pizzeria e che sarebbe stata riferita agli inquirenti. Questi ultimi però oggi hanno smentito la circostanza: “Nessuno dei presenti all'agonia del giovane prima dell'arrivo del 118 (tra cui il proprietario e un fattorino della pizzeria come Edoardo, oltre a diversi clienti) ha raccontato ai carabinieri di frasi che Sforna avrebbe detto prima di perdere conoscenza. La vittima quindi non avrebbe dato alcuna indicazione sui killer né sui possibili motivi dell'agguato. Non esistono neppure testimonianze su presunte parole di sfida che l'assassino avrebbe rivolto al ragazzo prima di sparare, come in da articoli di stampa. Il killer "é arrivato, ha sparato e se n'é andato".

L'INFERMIERA – La novità, apparentemente irrilevante ai fini delle indagini, è che prima dell'arrivo dell'ambulanza, ad assistere Edoardo c'era un'infermiera, che si trovava all'esterno della pizzeria di Morena.  La donna avrebbe praticato la respirazione bocca a bocca al giovane, prima dell'arrivo dell'ambulanza dall'ospedale di Tor Vergata.
 

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