Omicidio Desirée Mariottini, un testimone: "Ci hanno impedito di chiamare i soccorsi"

Campidoglio e Regione Lazio sono state ammesse come parti civili insieme alle associazioni 'Insieme con Marianna' e 'Dont't worry- Noi possiamo Onlus'

Foto agenzia Dire

"Gli imputati ci impedirono di chiamare i soccorsi". La frase forte l'ha riferita oggi, davanti al gup del Tribunale di Roma Clementina Forleo, un testimone ascoltato durante un incidente probatorio nel procedimento per la morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina trovata senza vita il 19 ottobre dello scorso anno all'interno di uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo. 

Il testimone, che si trovava all'interno dell'edificio di via dei Lucani, è stato chiamato a confermare con atto istruttorio irripetibile quanto già detto nel corso delle indagini a inquirenti e investigatori, e cioè che voleva chiamare l'ambulanza ma gli fu impedito dagli indagati.

Questa mattina in aula il giudice ha accolto le istanze presentate da Comune di Roma, Regione Lazio e dalle associazioni 'Insieme con Marianna' e 'Dont't worry- Noi possiamo Onlus' che si sono costituite parti civili. Ammessa anche la costituzione di parte civile della mamma, del papà e della sorellina più piccola, dei nonni e della zia della ragazza di Cisterna.

Sul banco degli imputati ci sono quattro cittadini africani, Mamadou Gara e Brian Minteh, entrambi del Senegal, un nigeriano Chima Alinno e Yusuf Salia accusati di omicidio, violenza sessuale e spaccio di stupefacenti.

Secondo l'accusa i quattro stranieri avrebbero abusato a turno della ragazza dopo averle fatto assumere un mix di droghe che si sono rivelati letali per la 16enne e ne hanno provocato la morte. Gli investigatori sono risaliti ai quattro stranieri grazie alle tracce di Dna rinvenute sul corpo e gli abiti della vittima. Durante l'udienza a piazzale Clodio, davanti alla sede del Tribunale, si è tenuto un sit in con l'esposizione di alcuni striscioni con scritto "Desy vita nostra, ti amiamo" e "Desiree Mariottini figlia d'Italia, vogliamo la certezza della pena - Io sono Desiree".

Il gup ha fissato due ulteriori udienze per venerdì 11 e lunedì 14 ottobre, a conclusione delle  quali deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio.

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