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I carabinieri sul luogo dell'omicidio a Rocca Cencia

I carabinieri sul luogo dell'omicidio a Rocca Cencia

Guardia giurata uccisa a Rocca Cencia: un debito dietro l'omicidio, tre arresti

Il decreto di fermo è stato emesso nei confronti di un 65enne e di due 40enni. L'assassinio di Giuliano Colella si consumò la sera del 27 marzo davanti all'impianto Ama del Municipio VI delle Torri

Un "debito considerevole". Questo il movente che secondo gli investigatori ha portato all'assassinio di Giuliano Coella, la guardia giurata di 37 anni freddata a colpi di pistola la sera dello scorso 27 marzo nel parcheggio antistante il compattatore Ama di via di Rocca Cencia, tra i quartieri di Borghesiana e Finocchio.

TRE FERMI - A distanza di meno di un mese di indagini i carabinieri del del Nucleo Investigativo di Frascati hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, nei confronti di tre uomini, tutti romani, ritenuti essere il mandante (un uomo incensurato di 65 anni) i gli esecutori materiali (due quarantenni con pregiudizi penali) dell’omicidio dell'uomo residente a Tor Tre Teste.

OMICIDIO A ROCCA CENCIA - Una vera e propria esecuzione con Giuliano Colella freddato con otto colpi di pistola calibro 7,65 e lasciato in terra in una pozza di sangue accanto al suv con il quale era arrivato all'appuntamento con i suoi killer. Le indagini, sin dai primi momenti, sono risultate particolarmente difficili a causa dell’assenza di testimoni oculari in grado di fornire particolari utili alle indagini.

FUGA DEI KILLER - Lasciato riverso in terra crivellato di colpi, accanto alla portiera semiaperta del lato guidatore del suo Volkswagen Tiguan di colore bianco, gli assassini si dileguarono velocemente a bordo di un'automobile facendo perdere le loro tracce prima dell'arrivo dei carabinieri della Compagnia di Frascati.  

DEBITO PREGRESSO - Il grave fatto di sangue, secondo quanto emerso, sarebbe l’esito di una serie di litigi tra la vittima e il mandante, per la restituzione di una considerevole somma di denaro di cui il secondo era debitore nei confronti della famiglia della vittima. La sera del 27 marzo all’appuntamento con la vittima si sono presentati i due sicari che hanno freddato la guardia giurata.

FERMO DEL PM - Le indagini hanno portato a riscontrare la pericolosità dei tre indagati e soprattutto il concreto rischio che si potessero rendere irreperibili, per questo motivo nella giornata del 16 aprile è stato eseguito il provvedimento di fermo del Pubblico Ministero con contestuale richiesta di applicazione di misura cautelare che, nelle prossime ore, sarà sottoposto alla convalida del Gip presso il Tribunale di Roma. I tre fermati si trovano al momento ristretti presso il carcere romano di Regina Coeli.

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