Convalidato fermo per l'omicidio dello stadio Flaminio. L'arrestato: "Non sono stato io"

Resta in carcere a Regina Coeli il 39enne accusato del delito di Charlie, trovato privo di vita la mattina dello scorso 2 febbraio

Il 39enne cingalese fermato dagli agenti del II Gruppo Parioli

"Non sono stato io ad uccidere Charlie". Resta in carcere il 39enne cingalese accusato dell'omicidio di Sulin Wickrmasingha, il senza fissa dimora dello Sri Lanka trovato privo di vita la mattina dello scorso 2 febbraio allo stadio Flaminio di Roma.  L’indagato, che si trova nel carcere di Regina Coeli, ha risposto alle domande del Gip che ha convalidato l’arresto. Il presunto assassino ha negato di essere il responsabile del suo connazionale, affermando che ad uccidere Charlie sarebbe stata un'altra persona al termine di una lite. 

Convalida arresto omicidio stadio Flaminio

Nonostante neghi le accuse, il Gip ed il Pm non hanno creduto alla versione del 39enne dello Sri Lanka convalidando il fermo, in quanto il presunto assassino di Charlie è considerato di "indole violenta". La sera dell'1 febbraio l'uomo era ubriaco e secondo chi indaga proprio l'alcol potrebbe essere alla base della lite degenerata nell'assassinio.

Un fermo per l'omicidio dello stadio Flaminio

Il 39enne che si trova nella casa circondariale di Regina Coeli per l'omicidio di Sulin Wickrmasingha, era stato fermato come indiziato di delitto dagli agenti del NUE del II Gruppo Parioli della Polizi Locale di Roma Capitale la sera dello scorso venerdì, rintracciato in un appartamento della via Casilina, nella zona di Tor Pignattara. A mettere i 'caschi bianchi' sulle sue tracce la testimonianza di uno dei connazionali del deceduto che, ascoltato dagli inquirenti, ha fornito loro un'utenza telefonica corrispondente a un uomo che a suo dire aveva "pestato a sangue" Charlie. 

Rintracciato dai vigili urbani a Tor Pignattara 

Partendo da questo elemento, gli agenti sono risaliti all'identità dell'indiziato e successivamente, tramite altre indagini e testimonianze, all’abitazione della periferia sud est della Capitale dove il cingalese risiedeva.

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Clochard morto allo stadio Flaminio

Sulin Wickrmasingha venne trovato cadavere intorno alle 8:30 dello scorso 2 febbraio all’ingresso del settore 16, lato viale Tiziano, dell’impianto sportivo dove, da circa 4 anni, trovano rifugio senza fissa dimora stranieri ed italiani. I vigili urbani erano andati allo stadio Flaminio per svolgere accertamenti sui clochard che sono soliti dormire all’interno dello stadio abbandonato.

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