Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Omicidio Ciro Esposito, legali di De Santis chiedono i domiciliari

'Gastone' è affetto da una patologia che il medico legale considera "incompatibile con il carcere"

I legali di Daniele De Santis, l'uomo che per i giudici uccise il tifoso del Napoli Ciro Esposito, chiedono i domiciliari per il loro assistito, affetto da una patologia che il medico legale considera "incompatibile con il carcere". È quanto risulta dall'istanza di sostituzione della misura cautelare, in possesso dell'agenzia Dire, presentata dagli avvocati di 'Gastone' alla Corte d'Assise d'Appello di Roma.

De Santis è detenuto nel carcere di Velletri dove sconta una pena di 16 anni di reclusione per omicidio volontario. Per la Corte d'Assise di Roma, che lo scorso anno confermò la sentenza di condanna di primo grado pur riducendo di 10 anni la pena, fu proprio lui a sparare il colpo che il 3 maggio 2014 uccise Ciro Esposito, prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina che si disputava a Roma.

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Nell'istanza, i legali di De Santis ricordano che l'uomo, affetto da una "gravissima osteomelite" alla gamba destra, dal 2015 "è stato sottoposto a numerosi interventi chirurgici coadiuvati da una complessa terapia farmacologica" per evitare l'amputazione dell'arto. Lo scorso 1 agosto, De Santis èstato operato alla gamba al Policlinico Gemelli di Roma, "un delicato intervento chirurgico", scrive il medico legale nella relazione allegata all'istanza, a cui deve far seguito un'adeguata "attivita' fisioterapica post operatoria".

Questa circostanza ha comportato il trasferimento, il 20 agosto scorso, dal Regina Coeli di Roma al carcere di Velletri che si era dichiarato "competente" a portare avanti la fisioterapia prescritta dai medici del Gemelli a De Santis. È lo stesso medico legale a precisare che anche in questa struttura detentiva, 'Gastone' svolge un programma "di fiosiochinesiterapia limitato, inidoneo e insufficiente" perche' sprovvisto dei macchina necessari.

Dopo l'intervento chirurgico al Gemelli, si legge nella relazione del medico legale, "De Santis si muove su una carrozzina pieghevole", mentre avrebbe dovuto usare i "bastoni canadesi, e non segue alcuna dieta nonostante il costante aumento del peso che ormai supera i 120 chili". Tutto questo, per i legali di De Santis, esporrebbe il loro assistito "a un costante pericolo di setticemia che potrebbe pregiudicare non solo lo stato di salute dell'arto inferiore destro ma la sua stessa sopravvivenza". Il quadro clinico renderebbe quindi necessario per De Santis "un ricovero in una struttura specializzata", circostanza per cui i legali chiedono la sostituzione della misura cautelare in carcere con i domiciliari. 

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