Cronaca Prati / Piazzale Clodio

"Ecco perché bendai Natale Hjorth": in aula il carabiniere che coprì gli occhi dell'americano

Il militare ascoltato nel corso dell’udienza del processo per l’assassino del vicebrigadiere dell’Arma

Natale Hjort bendato nella caserma dei carabinieri

"Volevo riportare alla calma Natale, per questo l'ho bendato". A dirlo Fabio Manganaro, il carabiniere che bendò Natale Hjorth nella caserma del Nucleo investigativo di via in Selci poco dopo il fermo, sentito come testimone assistito, poiché indagato in un procedimento connesso per misura di rigore non consentita dalla legge, nel corso dell'udienza del processo per l'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ucciso a coltellate il 26 luglio dello scorso anno a Prati. "Il bendaggio - ha spiegato Manganaro ora sospeso per motivi disciplinari - durò 10 minuti scarsi. Non avevo mai bendato un fermato ma in quel contesto lo feci per preservare l'indagine e per l'incolumità del soggetto". 

Quando dall'hotel Le Meridien "portammo Natale in ufficio la tensione era elevatissima, un gran vociare, c'erano urla, Natale tentò anche di divincolarsi dalla presa di un maggiore. Il clima era teso - ha raccontato - c'era agitazione, quando Varriale vide Natale disse ‘è lui, è lui' e provò a scagliarsi contro e io mi frapposi". Inoltre "quattro militari di piazza Farnese volevano entrare nell'ufficio tanto che intervenne un superiore", ha detto in aula. "C'era agitazione, vidi Elder in piedi in corridoio con accanto un collega che mi disse che stava lì per farlo calmare perché al suo arrivo era stato oggetto di sputi", ha aggiunto il militare. 

"Non ho chiesto a nessuno del bendaggio, non avevo mai visto prima nessun fermato bendato". Ha detto in aula il carabiniere della stazione di piazza Farnese Michele Nicassio. “Il 26 luglio ero a riposo, venni informato alle 5 di mattina dell'accoltellamento di Cerciello. Dall'ospedale andai a piazza Farnese e poi al Nucleo Investigativo - ha detto il carabiniere - per stare vicino a Varriale. Ho visto Natale quando era già nella stanza, non sono entrato subito perché c'era tanta gente, sono entrato in un secondo momento. A me importava solo che li avessero presi. Ricordo Natale spaesato nella stanza, ricordo che Varriale altri si sono avvicinati facendogli domande di rito, come si chiamasse, da dove veniva". 

Natale "era ammanettato, con un foulard sugli occhi - ha proseguito il carabiniere - c'erano una trentina di persone nella stanza. Sono rimasto nella stanza cinque minuti. Successivamente mi è arrivata la foto del bendaggio ma quella con l'intestazione di una testata giornalistica, non quella originale. Ho appreso poi in un secondo momento che Varriale avesse fatto un video, io pensavo - ha detto ancora il carabiniere - che si trattasse di una registrazione. Varriale, infatti, mi fece ascoltare due file chiedendomi se secondo me le voci fossero le stesse".

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