Casal Palocco, accoltella la madre e nasconde il corpo: il delirio di Gianluca Sari nella villa dell'orrore

Gianluca Sari ha ucciso la madre, Maria Grazia Cornero nella loro villa di via Amipsia a Casal Palocco, poi la chiamata ai Carabinieri: "Ho ucciso mia madre e l'ho nascosta. Venite a prendermi"

C'è solo il nastro bianco e rosso dei Carabinieri che tira una linea di confine dietro la quale si scorge la villa degli orrori via Ampisi 85, a Casal Palocco, dove il 51enne Gianluca Sari ha ucciso la madre Maria Grazia Cornero, di 80 anni, nascondone poi il corpo in una intercapedine di fortuna nel locale al piano interrato dell'abitazione, dove c'è la cucina.

Una scena macabra, con sangue sui pavimenti, scoperta grazie all'aiuto proprio di Sari che, poco dopo le 12 di ieri 28 marzo, ha chiamato il 112 autodenunciandosi: "Ho ucciso mia madre e ho nascosto il corpo. Venite a prendermi". I militari della stazione di Casal Palocco e della compagnia di Ostia, coordinati dal Capitano Paolo del Giacomo, sono quindi sono intervenuti intorno alle 12:45 trovando il cadavere nel luogo indicato.

L'uomo, portato in caserma, è stato interrogato più volte ed è accusato di "omicidio volontario" e "occultamento di cadavere". Cruenta la scena trovata dai carabinieri del Ris. Il cemento con il quale era stata murata Maria Grazia Cornero, avvolta anche in un telo di plastica, era fresco come per occultare il corpo in quel muro di fortuna tirato su solo poche ore prima. 

La mamma di Gianluca Sari, secondo un primo esame medico legale, avrebbe subito un forte trauma alla testa e presenta diverse ferite da arma da taglio, verosimilmente dovute ad un coltello. Solo l'esame autoptico sul corpo della donna, però, potrà meglio definire l'esatta ora in cui è morta e il numero delle ferite riportate, più di dieci. Al volto, alle braccia e al corpo. Non si può ancora escludere che la vittima fosse ancora in vita, quando è stata murata dal figlio. Secondo una prima ricostruzione fatta Sari avrebbe colpito diverse volte la madre nella notte tra lunedì e martedì e quindi, dopo essersi cambiato e andato a dormire, ha chiamato il 112 la mattina del 28.

I Carabinieri di Ostia, titolari sulle indagini, tuttavia non si sbilanciano. Indagono e lo faranno anche nelle prossime ore. Sari, secondo quanto riferito, soffrirebbe di disturbi psichici tanto da essere in cura, ormai da anni, in una struttura sanitari del X Municipio e in una in zona Corviale prima ancora. Un disturbo che ha radici profonde forse risalenti alla morte del padre. Quello che, la moglie Maria Grazia, andava a "salutare" in chiesa tutte le sere come racconta una vicina di casa: "La vedevo spesso andare in chiesa, non solo nel fine settimana. So che si recava lì per rivolgere una preghiera al marito morto. Era una persona molto sensibile". 

Entrambi piemontesi venivano da Torino, città dove Sari era nato. Poi il trasferimento nella Capitale. Maria Grazia, insegnante in pensione, curava il giardino di casa. Gianluca, con la passione per gli aerei e le imbarcazioni, passeggiava spesso con il suo cane per le vie dal quartiere, a meno di 500 metri dalla Cristoforo Colombo. I due abitavano nella stessa villa da anni, anche se in appartamenti diversi ma le liti, secondo i vicini, erano frequenti. "Lo sentivo spesso urlare - racconta un anziano a passeggio in via Amipsia - Era un solitario, ma non mi sarei mai immaginato nulla del genere. Sono sconcertato". 

Un dramma, forse, preannunciato dallo stesso Sari su Facebook. Il 51enne, infatti, sui social proprio il 26 marzo aveva postato una sequenza di foto del suo passato. Prima lui, da bambino, in costume da Peter Pan, poi immagini di vacanze trascorse su al Nord, una foto di lui, ancora da piccolo, in compagnia di suo padre, morto, mentre annaffiavano il giardino poi una frase. Criptica. "Temo a scegliere qualcuno per non fare sparire tutti gli altri". Il post risale alle ore 15 del giorno prima della chiamata ai carabinieri. Poche parole, che lasciano spazio ai dubbi. Argomenti ancora al vaglio degli inquirenti.

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