Omicidio Castel Madama: dopo una lite spara con un fucile e uccide 25enne. Preso il killer, è il suocero

La vittima, Alberto Delfini di 25 anni, lascia un bambino di pochi mesi e la compagna

Foto Ansa: immagine di repertorio

Prima una lite poi lo sparo. Così è morto Alberto Delfini di 25 anni. Il giovane, cameriere di Tivoli, è stato trovato cadavere in via di Vicovaro a Castel Madama nella notte tra l'11 ed il 12 maggio. A fare fuoco il suocero, un uomo di 45 anni. Il movente, secondo chi indaga, sarebbe riconducibile a "complesse dinamiche familiari". A mettergli le manette ai polsi i carabinieri della Compagnia di Tivoli che hanno chiuso il cerchio in meno di 24 ore. Una indagine lampo che ha portato all'arresto di N.D., queste le iniziali del killer. L'accusa è di omidicio

Alberto Delfini ucciso a Castel Madama

A dare l'allarme, intorno alle 23 circa di venerdì notte, una telefonata che ha allertato i Carabinieri. Sul posto i militari della Compagnia di Tivoli e quelli del nucleo investigativo di Frascati che si sono recati nel campo sopra il fiume Aniene. Arrivati sul posto i Carabinieri hanno subito visto la ferita d'arma da fuoco al collo. Immediate sono scattate le indagini con i rilievi della squadra scientifica. 

Alberto Delfini ucciso per 60 euro

Le indagini, tempestivamente condotte dal Pubblico Ministero di turno della Procura e dai Carabinieri, hanno consentito di accertare che l'omicida ha esploso all'indirizzo di Alberto il colpo fatale con un fucile. Un tragico epilogo dopo una lite per futili motivi, verosimilmente per un piccolo debito di 60 euro.  

Le indagini hanno anche accertato che l'assassino, fermato dopo aver ammazzato il suo conoscente, aveva anche cercato di crearsi un alibi così da sviare le indagini sul suo conto. Un escamotage che non è sfuggito agli inquirenti.

Recuperata l'arma del delitto

L'arma utilizzata per il delitto, recuperata, è risultata essere un fucile semiautomatico rubato e subito sequestrato dagli uomini dell'Arma. Il 45enne, infine, in sede di interrogatorio davanti al pubblico ministero della Procura di Tivoli, coadiuvato dai Carabinieri, dopo plurime contraddizioni, ha confermato la dinamica degli eventi ricostruita dagli inquirenti, soprattutto riguardante la lite avuta con Alberto Delfini.

N.D. è stato portato al carcere di Rebibbia a disposizione dellautorità giudiziaria ed in attesa della convalida da parte del giudice del provvedimento restrittivo.

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