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Domenica, 16 Gennaio 2022
L'agguato

Adrian Pascu ucciso nell'androne di un palazzo, in tv raccontava: "Ero finito in un brutto giro"

Pizzaiolo a Ponte Milvio, era arrivato in Italia a 13 anni ed era stato arrestato due volte per furto. Venerdì notte è stato ucciso con tre colpi di pistola: nel 2014 aveva raccontato la sua storia a Tv2000

Freddato con tre colpi di pistola allo stomaco vicino alla cabina dell’ascensore, nell’androne del suo palazzo tra Torrevecchia e Primavalle, periferia ovest di Roma: Adrian Pascu, pizzaiolo trentenne di origini romene, sabato mattina è morto così. E gli interrogativi su questo omicidio con il passare delle ore crescono, complice un passato difficile in cui spiccano alcuni arresti per furto e stupefacenti.

Adrian Pascu in tv per raccontare la sua storia

Dei suoi primi anni in Italia Pascu ha parlato pubblicamente nel 2014 durante la trasmissione televisiva "Siamo noi" su Tv2000, emittente della Conferenza Episcopale Italiana. In quell'occasione aveva raccontato l’arresto e il carcere, ricordando che “sono arrivato a Milano a 13 anni senza genitori per una vita migliore - aveva raccontato alla conduttrice - ero con amici che facevano reati, e io mi sono trovato in mezzo e ho iniziato a farli io con loro, furti soprattutto. Sono stato arrestato nel 2008 la prima volta, poi un’altra volta a Roma”.

L’incontro con un religioso e gli assistenti sociali, ha raccontato a Tv2000 gli aveva cambiato la vita: un appartamento, un lavoro in una pizzeria di Ponte Milvio, nuovi amici. Eppure qualcuno, tra venerdì notte e sabato mattina, lo ha ucciso nell’androne di un palazzo di Francesco Maria Greco sparandogli da distanza ravvicinata, forse usando un silenziatore, e poi è fuggito lasciandolo davanti alla cabina dell’ascensore.

Gli interrogativi sulle ultime ore di Adrian Pascu

A chiamare la polizia sabato mattina intorno alle 8 è stato un residente che ha notato il corpo, ma l’omicidio risale a diverse ore prima. Gli investigatori della Squadra Mobile vogliono capire quando esattamente il trentenne è stato ucciso e partire da lì per ricostruire spostamenti e orari, iniziando a raccogliere le testimonianze di alcuni parenti stretti (Pascu viveva in via Greco con alcuni familiari), degli amici, dei datori di lavoro e di altre persone in grado di fornire indizi ed elementi utili.

Sono stati sequestrati cellulari e i computer, chiesti i tabulati telefonici e sequestrati i filmati delle telecamere della zona. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire le ultime ore di Adrian Pascu per capire chi poteva avere il movente e l’opportunità per ucciderlo: è stato un regolamento di conti? Un agguato motivato da questioni di droga? O l’omicidio si è consumato per questioni personali legate ad altri aspetti della vita del trentenne? Nei prossimi giorni intanto dovrebbero arrivare i risultati dell’autopsia.

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