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Omicidio Boccea, uccide il padre a colpi di martello e confessa: "Non voleva darmi i soldi"

La vittima, Adolfo Ciammetti, imprenditore di 76 anni, è stato trovato a terra morto con diverse ferite alla testa nel capannone della sua azienda

Ha ucciso il padre Adolfo Ciammetti al culmine di una lite con un martello e poi ha confessato il delitto. Il dramma si è consumato nella giornata di martedì 12 novembre in via del Soriso a Boccea. La vittima, un imprenditore di 76anni, è stato trovato a terra privo di vita dalla figlia con diverse ferite alla testa nel capannone della sua azienda di infissi nella periferia di Roma.

Il figlio Daniele di 39 anni, rintracciato poco dopo il fatto e ha quindi confessato di aver aggredito e ucciso il padre durante una violenta lite, alla cui base ci sarebbero motivi economici. A quanto sembra il figlio aveva chiesto del denaro al genitore: "Sì, l'ho ucciso io. Non voleva darmi i soldi", ha detto agli investigatori della Squadra Mobile nella serata di martedì.

Una confessione che ha ascoltato anche il Pm di turno. L'omicidio, tuttavia, potrebbe essere stato commesso nella serata di lunedì, visto che ieri mattina propria la figlia di Ciammetti aveva presentato denuncia di scomparsa. Sarà il medico legale a stabilire non solo le cause della morte del 76enne ma anche l'ora del decesso.

E se Adolfo Ciammetti possa essere stata aggredita in un altro posto e poi spostata fin dentro il capannone. Il corpo dell'uomo, infatti, era stato coperto da una carriola: forse un tentativo maldestro di nascondere il padre, oppure le conseguenze di una colluttazione fra i due. Chi indaga esclude che le difficoltà economiche di Daniele  Ciammetti fossero legate alla malavita. 

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