Quattro omicidi in una settimana: "Non è emergenza, dati criminalità in calo"

Dal massacro di Oksana Martseniuk all'agguato in strada a Pietro Pace, una scia di sangue ha macchiato la Capitale in pochi giorni. Il Questore Mazza: "L'importante è che non siano eventi collegati"

Cadavere in furgone a Torre Angela

Una donna decapitata da un folle, un netturbino ucciso con proiettili al volto, un romeno accoltellato a morte, un 40enne pestato e abbandonato in una casa cantoniera. Quattro cadaveri ritrovati in pochi giorni e altrettanti faldoni aperti in Procura. Tre omicidi acclarati, uno da verificare. 

"E' stata una settimana pesante per le forze dell'ordine, sono casi su cui stiamo lavorando e contiamo anche di arrivare a dei risultati" ha detto in un'intervista al Tg Lazio Rai il questore Massimo Maria Mazza. Che ha poi rassicurato "l'importante è che non siano fatti collegati fra loro". Insomma, che non ci sia l'ombra della criminalità organizzata. 

DECAPITATA ALL'EUR - Il primo certamente ha tutt'altro movente. Domenica 24 agosto la colf ucraina, Oksana Martseniuk, 38 anni, è stata massacrata da quaranta coltellate nella villa dove lavorava all'Eur. Il killer, Federico Leonelli, 40 anni, è morto in ospedale dopo i colpi sparati dagli agenti intervenuti sul posto. 

Dalle indagini della Procura è emerso un quadro clinico che attribuisce all'assassino gravi disturbi psichiatrici. Ossessionato dalla religione e intenzionato ad arruolarsi nell'esercito israeliano, Leonelli soffriva di depressione dall'età adolescenziale, e la morte della compagna, esattamente il 24 agosto di due anni fa, non aveva fatto altro che aggravare la patologia. 

Resta da chiarire la dinamica dell'uccisione di Leonelli da parte della polizia. La scientifica esaminerà i filmati delle telecamere piazzate sia all'interno che all'esterno della villa di via Birmania. Altre risposte verranno dagli esami balistici. Si attende poi l'esito degli esami tossicologici sul corpo del giovane e dell'analisi del suo computer, oltre a chiarimenti sulla provenienza dei coltelli con cui ha massacrato la colf.  

FREDDATO AD ANAGNINA - Ancora tutto da ricostruire invece l'omicidio di Anagnina. Pietro Pace, 40enne, è stato ucciso in via Gasperina mercoledì 27 agosto. Freddato come fosse un criminale, con colpi di pistola in faccia in pieno stile mafioso. Eppure l'uomo rappresenta, almeno all'apparenza, quanto di più lontano si possa immaginare da un malvivente. 

Fedina penale immacolata, un lavoro come netturbino, un passato come venditore ambulante e soprattutto una figlia di sette anni e mezzo, avuta dalla moglie dalla quale era separato. "Un bravissimo ragazzo", così lo racconta suo padre Mario che si chiede il perché lo abbiano ucciso così.

Gli agenti della Squadra Mobile al momento non escludono nessuna pista. Droga, debiti, malavita o, come suggerito dal padre. "Forse un movente passionale, mio figlio frequentava una donna sposata con un carcerato", ha detto Mario Pace, pronto a mettere una taglia di 100 mila euro a chi darà informazioni sull’agguato del figlio.

ACCOLTELLATO A TORRE ANGELA - Si pensa invece a una lite terminata in tragedia per l'omicidio di Andrei Gabriel Kondratovici, giovane romeno di 26 anni, trovato cadavere nella mattinata del 28 agosto all'interno di un furgone in via dei Coribanti, nel cuore di Torre Angela. Stando a quanto emerso dalle indagini, è altamente probabile che la vittima sia stata accoltellata in un altro luogo e che abbia poi cercato un nascondiglio nel furgone. Per il momento i militari della compagnia di Frascati che indagano sul caso escludono l'ipotesi della rapina o del furto finito male, in quanto il giovane è stato trovato in possesso di denaro e di uno SmartPhone.

PESTATO A FIUMICINO - Un altro cadavere è stato invece ritrovato proprio ieri dai Carabinieri di Fiumicino, in una casa cantoniera abbandonata in via Guarino Guarini. A quanto si apprende si tratterebbe di un 40enne dell'est Europa che però non è stato ancora identificato. Il corpo è stato trovato con ferite e ematoni, segni di un possibile pestaggio avvenuto qualche ora prima, e che fanno propendere i militare per l'omicidio. 

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Quattro cadaveri in pochi giorni, che però, per Mazza, non consentono di parlare di emergenza sicurezza. I numeri infatti andrebbero in un'altra direzione. "I dati sulla criminalità ci dicono che rispetto all'anno passato e all'anno prima ancora c'è un calo del 25% dei fatti gravi di sangue", ha affermato Mazza. "Dobbiamo meglio organizzare, meglio rapportarci con i colleghi delle altre forze di polizia - ha aggiunto - per garantire una città sicura".

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