Cronaca

I lavoratori dello spettacolo occupano il Globe Theatre

Dopo più di un anno dal blocco degli spettacoli dal vivo chiedono una riforma strutturale del settore

Stamattina un gruppo di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura ha occupato il Globe Theatre. Dopo più di un anno dal blocco degli spettacoli dal vivo chiedono una riforma strutturale del settore. "Non vogliamo una riapertura senza sicurezza, che ci faccia ripiombare in un mondo del lavoro ancora più incerto e privo di garanzie. Riapriamo questo spazio a tutte le precarie, a tutti gli sfruttati, per riappropriarci di un tempo di confronto e autoformazione". Gli occupanti specificano che "tutto si sta svolgendo nel rispetto delle disposizioni sanitarie, tutte e tutti le/gli occupanti si sono sottoposti a tampone".

"Questa assemblea cittadina", si legge in un comunicato, "oggi sente la necessità di un tempo e di uno spazio perallargare la discussione e includere le altre forme di precarietà. In complicità con le lotte che hanno unito lavoratrici e lavoratori del settore in tutta Europa, proseguiamo il percorso di autoformazione e autodeterminazione per ottenere diritti e tutele per tutte e tutti".

"Non siamo qui per chiedere la riapertura dei teatri: troppi spazi piccoli e medi nonriuscirebbero a riaprire in queste condizioni, troppi lavoratori continuerebbero a rimanere a casa senza reddito. La falsa ripartenza della scorsa estate ce lo ha dimostrato. Crediamo sia arrivato il momento però che uno di questi grandi teatri ri-accolga la collettività che anima e sostiene l'enorme ecosistema dei luoghi della cultura".

Per questo, si legge nel comunicato "abbiamo dunque deciso di abitare questo luogo la cui struttura architettonica rimanda a una tradizione di teatro popolare e inclusivo, uno spazio aperto che ci permetta di incontrarci nel rispetto e nella cura di tutti i corpi, anche quelli più fragili epiù esposti". Quindi le richieste: "Chiediamo che vengano assunto e internalizzato tutte le lavoratrici e lavoratori a tempo determinato dei grandi Enti, Fondazioni, Teatri e Musei. Non è più tollerabile che ci siano nello stesso luogo di lavoro disparità contrattuali, remunerative e tutelari, spesso causate anche dalla presenza di differenti parti datoriali: ecco perché è fondamentale vietare o ridurre al minimo la pratica degli appalti e subappalti".

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