"Truffa" case convenzionate: gli inquilini occupano l’assessorato all’Urbanistica

La denuncia: "l'ingiustizia continua, rivedere subito le convezioni per gli affitti". La "truffa" ha riguardato circa duemila alloggi

Hanno pagato per anni affitti a canoni di mercato per appartamenti “sovvenzionati”. Il loro caso è finito più volte su tutti i giornali. È intervenuta anche la magistratura che ha sequestrato le abitazioni. Ma per gli inquilini delle case dei Piani di zona, quelle destinate a famiglie con basso reddito, non è cambiato nulla. “Il comune non ha ancora calcolato i giusti canoni di affitto e ristabilito le corrette convenzioni” denunciano. “Stiamo ancora pagando prezzi di mercato”. Così, questa mattina intorno alle 10 circa un centinaio di persone ha occupato gli uffici dell’assessorato all’Urbanistica all’Eur, in via del Turismo. La richiesta avanzata all’assessore Marco Corsini è chiara: “rivedere al più presto le convenzioni”.

E se tutto è partito dalla denuncia di un gruppo di abitanti di un Piano di Zona, l’indignazione si è sparsa per la città. “Sono tanti quelli che ci stanno contattando da ogni parte di Roma, Spinaceto, Vignaccia, Borghesiana, via Rondoni, Ponte Galeria” racconta Angelo Fascetti, di Asia Usb. La “truffa” ha riguardato circa duemila alloggi. Le cooperative che li hanno costruiti hanno ricevuto sovvenzioni regionali con lo scopo di affittarli a canoni ribassati per famiglie in emergenza abitativa. E invece, i prezzi equivalevano a quelli di mercato.

IL SEQUESTRO – Dopo mesi di indagini, alla fine di novembre la Guardia di Finanza ha sequestrato 326 immobili. L’accusa a carico delle cooperative edilizie e di un consorzio che avevano beneficiato dei contributi pubblici per la realizzazione di case in edilizia convenzionata è di truffa aggravata. In poche parole, secondo quanto ricostruito dalla magistratura, le cooperative costruttrici hanno ricevuto finanziamenti pubblici per la realizzazione degli immobili ma li hanno affittati comunque a prezzi di mercato, vanificando così l’effetto calmieratore del contributo pubblico. Circa 6 milioni di euro il danno stimato per lo Stato e le centinaia di inquilini che per mesi hanno pagato comunque gli affitti richiesti. L’indagine era partita dalla denuncia di un gruppo di affittuari che, supportati dal sindacato di base Asia Usb, avevano sporto denuncia alla Procura. In seguito a questo esposto, la Guardia di Finanza aveva perquisito la sede delle cooperative e del consorzio interessato e anche alcuni uffici della Regione Lazio e del Comune di Roma.

ALCUNI CASI -  Per capire l’ammontare del danno a carico degli inquilini è esemplificativo il caso di Spinaceto, estrema periferia sud est della Capitale, dove il consorzio regionale cooperative edilizie Vesta per costruire ha usufruito di quasi quattro milioni di euro (3.981.231,19 euro), pari a ben il 60% del costo totale di costruzione. “Ho sempre pagato più di 800 euro al mese per una casa di poco più di 60 metri quadrati” denuncia un inquilina che preferisce rimanere anonima. A Ponte Galeria gli alloggi sono destinati agli agenti di polizia, alla Guardia di Finanza e ai carabinieri che si occupano della lotta alla criminalità organizzata. Categorie alle quali per legge lo Stato deve dare un sostegno all’alloggio. “Anche in questo caso non sono state rispettate le determinazioni per la definizione dei canoni di affitto che per legge dovrebbero basarsi su una percentuale massima del 4,5 per cento del prezzo massimo di cessione” denuncia un altro inquilino. E ancora. “Ci sono cooperative che hanno ottenuto addirittura il 100 per cento del contributo come quelle che hanno realizzato gli alloggi alla Pisana” la testimonianza di un altro affittuario.

L’INCONTRO – Dopo la protesta i manifestanti sono stati ricevuti dall’assessore all’Urbanistica, Marco Corsini. “Ho spiegato che i miei uffici stanno lavorando da tempo alla revisione dei canoni di affitto degli alloggi in questione” ha chiarito l’assessore a Roma Today. “Ma è un lavoro complicato in quanto ogni Piano di zona ha ricevuto finanziamenti differenti. Inoltre sono diversi gli elementi in campo per calcolare il giusto canone di locazione. Contiamo di risolvere almeno qualche posizione all’inizio dell’anno prossimo”. Cauta la risposta degli inquilini che dichiarano di mantenere alta l’attenzione: “il disinteresse del sindaco e della sua amministrazione rispetto alla questione abitativa ci spinge a continuare la mobilitazione perché l’uso dei fondi regionali sia finalizzato ad affrontare l’emergenza abitativa e non a favorire le società cooperative”. Prossima tappa: un’assemblea sul social housing annunciata per gennaio.

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