Obama in Via Veneto: "Se arriva, qua possiamo chiudere e tornare a casa"

In via Veneto i commercianti si lamentano della riduzione delle vendite causate dall'arrivo di Obama e delle conseguenti limitazioni al traffico

Come ai Parioli anche nelle strade vicino via Veneto si attende l'arrivo del Presidente degli Stati Uniti. Ormai a Roma non si parla d'altro e già dalle prime ore del giorno la Capitale sembra essere bloccata.
Limitazioni al traffico anche nella zona del centro. Sempre nella notte tra martedì e mercoledì sono già scattati i divieti di sosta e di fermata attorno alla sede dell'ambasciata Usa di via Veneto e quindi anche su via Sallustiana, via Boncompagni, via Marche e via Sicilia. Divieti che si protrarranno fino a venerdi pomeriggio.

"Lavori di pulizia delle strade no, non si sono visti - dichiara un edicolante di via Veneto - anche perchè questa è una zona sempre molto curata. Tra ristoranti e alberghi a 5 stelle la strada non ne ha bisogno. Al massimo tolgono i cassonetti dell'immondizia per paura di attentati. Tutto qui". 
Via Vittorio Veneto, per altro, non è comunque una via molto trafficata a causa del varco numero 22 posto all'inizio della strada. Inoltre sempre nella strada principale non è mai possibile sostare. 

Quello di cui si lamentano maggiormente i commercianti infatti sembra essere un forte calo delle vendite e del lavoro provocato delle limitazioni al traffico: "Qua se transennano tutto noi possiamo anche chiudere e tornare a casa", dichiara un gioielliere di via Sicilia "Appena succede qualcosa, non per forza l'arrivo del Presidente americano, qui sgomberano tutto e per noi commercianti è una tragedia". 
A differenza dei Parioli la zona del centro non viene chiusa permanentemente per tutta la durata della permanenza di Barack Obama a Roma. "Qui chiudono solo quando passa Obama, ma figurati se ce lo fanno sapere con anticipo. Fanno un continuo avanti e indietro tra Villa Taverna e qui - dichiara un altro edicolante dirimpetto l'Ambasciata americana - e così creano ancora più confusione. Invertono sensi di marcia, bloccano tutto, persino Internet, quando passa la macchina del presidente e noi non possiamo fare altro che adeguarci. Non si lavora bene, ma alla fine è il Presidente degli Stati Uniti d'America". 

Nel tardo pomeriggio di martedì il transennamento ancora non aveva avuto inizio e tutti i commercianti erano ancora fiduciosi di un possibile ripensamento e cambiamento di programma riguardo al blocco del traffico, avevano ancora una speranza di poter continuare a lavorare. 
Ma nonostante non erano ancora ben visibili le transenne, solo un barista di via Marche aveva notato un piccolo cambiamento: "Hanno messo due cartelli, quelli di divieto di sosta e di fermata, all'angolo con via Sicilia ma nessuno li ha notati. Continuano tutti a parcheggiare e domani uscendo di casa non ritroveranno la macchina". 

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