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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca Primavalle / Via del Podere Fiume

Colonie feline demolite “per sbaglio”, gli animalisti passano all’attacco. Diffidata l’ex provincia

Diffidata la Città Metropolitana di Roma nel proseguire i lavori che hanno comportato la distruzione delle casette che accoglievano gatti. Prima di riprendere i lavori dovranno garantire la messa in sicurezza dei felini

Per la consigliera democratica Cristina Michetelli, delegata al patrimonio per la Città Metropolitana, la demolizione delle casette che ospitavano le colonie feline, nel parco delle Campanelle, è stato “determinato da un’incomprensione tra uffici”. La spiegazione non ha però soddisfatto le associazioni animaliste che stanno seguendo la vicenda. E quindi, dando seguito ad un’intenzione già annunciata, hanno deciso di intraprendere le vie legali.

La demolizione avvenuta per sbaglio

“Lo scorso 2 agosto a Roma, Emanuela Bignami, presidente della sezione LNDC Animal Protection di Ostia, ha ricevuto una telefonata estremamente preoccupante: all’altro capo della cornetta, il referente di una delle colonie feline del Fosso delle Campanelle a Roma stava chiedendo urgentemente il suo aiuto” hanno ricordato gli attivisti della Lega nazionale del cane. Cosa stava succedendo nell’area verde situata a ridosso di Santa Maria della Pietà? “La ditta incaricata dei lavori di riqualificazione ambientale della zona stava demolendo, senza una specifica autorizzazione, le casette di tre delle sette colonie feline, riconosciute dal Comune di Roma, mettendo in pericolo e in fuga i gatti che lì avevano la loro casa”.

Il contestato progetto di riqualificazione ambientale

Le associazioni animaliste hanno subito segnalato la questione. Nel fosso, anche noto come “Valle Fontana”, è infatti in corso un discusso progetto di riqualificazione a cura della Città metropolitana che prevede, tra l’altro, la realizzazione di sessantuno plinti, l’installazione di lampioni alti dieci metri, il raddoppio di una strada sterrata - da coprire con un fondo bituminoso-  e chilometri di recinzioni per perimetrare gli orti. Il progetto di “riqualificazione”, contestato dal WWF di Roma, da Italia Nostra e dagli ortisti che frequentano il parco agricolo, è in corso e la demolizione delle tre colonie, avvenuta per errore, si inserisce in questo contesto. 

I gatti dispersi 

“Abbiamo tentato in tutti i modi di recuperare i gatti dispersi. Molti, fortunatamente, sono salvi, ma altri mancano ancora all’appello e noi non ci diamo di certo per vinti – ha spiegato Emanuela Bignami – La ditta in questione ha operato senza specifica autorizzazione e in assenza di personale qualificato che potesse mettere in sicurezza gli animali”. Che non fosse necessario provvedere allo spostamento dei gatti, era stato messo per iscritto anche dal dipartimento ambiente. E non era necessario” ha ricordato Bignami “perché erano situati in area non interessata dai lavori di demolizione”. Le ruspe non hanno tenuto in considerazione questa indicazione e le casette che ospitavano i gatti sono state demolite. 

Cosa prevede la normativa

“Le colonie feline non possono essere spostate dal luogo dove abitualmente risiedono”   hanno sottolineato in una nota congiunta la Lega nazionale del cane Animal Protection, la Lav, l’Enpa e l’associazione di volontariato Ambiente Animali e Territorio (AmAnT), citando il Regolamento comunale sulla tutela degli animali. “Eventuali trasferimenti - vi si legge - potranno essere effettuati in collaborazione con il competente servizio veterinario azienda USL competente per territorio ed esclusivamente per comprovate e documentate esigenze sanitarie riguardanti persone o gli stessi animali o comprovate motivazioni di interesse pubblico”.

La diffida alla Città metropolitana di Roma

Dal momento che i lavori di riqualificazione del “Fosso delle Campanelle” sono tutt’altro che conclusi le associazioni hanno incaricato un legale, l’avvocato Alessandra Itro, di presentare una diffida. E’ rivolta alla Città metropolitana ed al Municipio XIV a cui viene intimato di  non proseguire i lavori di riqualificazione ambientale finché non saranno messi in sicurezza i gatti delle sette colonie feline che hanno lì la loro casa. Inoltre, dalle associazioni animaliste, è stata richiesta anche una “una riunione urgente insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale e della ASL Roma 1 e dei referenti delle sette colonie feline”  per trovare una soluzione e tutelare così il benessere di questi animali protetti dalla legge.

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