NUE 112, l'allarme del sindacato Anaao: "Troppe pecche, facciamo anche quello che non ci compete"

A denunciare "le incongruenze" del Numero Unico per le Emergenze Francesca Perri, sindacalista e membro del Direttivo Nazionale della SIS 118

L'auto incidentata in Galleria Giovanni XXIII

"Non si può lavorare così, siamo tutti esasperati". Questo in estrema sintesi il pensiero di Francesca Perri, sindacalista Anaao e membro del Direttivo Nazionale della SIS 118, in relazione al funzionamento del Numero Unico per le Emergenze (NUE) 112 a Roma e nel Lazio. Una denuncia che segue quella del sindacato di polizia Italia Celere e che, in questo caso, mira ad ottenere un "inquadramento più corretto sugli interventi degli operatori del 118". 

Contattata da RomaToday, Francesca Perri usa come spunto un intervento fatto con l'ambulanza all'interno di una galleria in una situazione di emergenza che si è sommata al maltempo che si è abbattuto in questo weekend sulla Capitale. "Come sindacalista e come membro del Direttivo nazionale della SIS 118 - le parole della sindacalista Anaao e membro del direttivo della SIS 118 - non posso non evidenziare che il Sistema 118, che non è uniforme in tutta Italia e che dovrebbe essere il fiore all'occhiello della Sanità Pubblica, in quanto dovrebbe garantire tutti in Emergenza, là dove può fare la differenza fra la vita e la morte o fra la vita con e senza esiti, è ormai inglobato nel 112, che però ha molte, troppe pecche".  

Una denuncia che trova adito in seguito ad un sinistro stradale, come racconta nel dettaglio sempre Francesca Perri: "Alle 20:58 (di domenica 3 novembre 2019 ndr) veniamo attivati dalla Centrale 118, a sua volta attivata tramite il numero unico 112, per un incidente alla Galleria Giovanni XXIII , Roma Nord , con codice rosso per dinamica. Giunti sul posto alle 21:08, cioè 10 minuti dopo, ma arrotondati per eccesso, ci aspettavamo di trovare anche la polizia o i vigili e invece no, noi eravamo gli unici sul posto e valutata la situazione, dopo aver visitato il paziente, che per fortuna non era affatto in codice rosso, abbiamo sollecitato la nostra Centrale a inviare i vigili urbani e/o la polizia, per la pericolosità insita nella localizzazione dell'incidente stesso, in Galleria, con terreno bagnato, dopo una curva". 

In attesa dell'intervento delle forze dell'ordine resta però da gestire una situazione di emergenza, come racconta ancora la sindacalista Anaao: "A me hanno insegnato che prevenire è meglio che curare ed è in base a questo principio, per evitare ulteriori incidenti, in attesa dei Vigili abbiamo adottato tutti i mezzi a disposizione per segnalare l'incidente, ci siamo messi con l'ambulanza dietro la macchina incidentata, abbiamo messo le 4 frecce, abbiamo acceso gli stroboli o luci lampeggianti blu e infine anche il triangolo messo 20 metri prima, col nostro autista che ha rischiato, per riuscire a posizionarlo, di essere investito dalle macchine che imperterrite arrivavano ad una velocità superiore ai 50km orari! Quindi dopo 10 minuti abbiamo sollecitato la nostra Centrale e ancora alle 21:22 e alle 22:38. Niente, ci veniva risposto che loro non potevano fare di più, cioè a noi ci possono chiamare tutti e sollecitare per ogni nonnulla e noi come 118 non riusciamo a farci ascoltare, anche in caso di pericolo". 

Un intervento, quello denunciato dal medico del 118 che in questo caso ha avuto un lieto fine: "Alle 21:48 è arrivato il carroattrezzi, attivato dallo stesso paziente, il quale ha fatto caricare la macchina ed ha rifiutato il trasporto in Ospedale, preferendo andare vicino casa. Diligentemente abbiamo avvisato la Centrale che ormai non servivano più né la polizia, né i vigili urbani! Insomma tutto è bene quel che finisce bene, abbiamo evitato quella che poteva essere una strage della domenica sera, ma la gente non lo sa".

Numero Unico per le Emergenze che torna dunque al centro della discussione cittadina: "Ci vorrebbe un minimo di inquadramento corretto di quello che facciamo - conclude Francesca Perri -. Noi come 118 dobbiamo avere una nostra centrale, cosa che dovrebbe essere anche per gli altri enti. Molte volte le chiamate per l'intervento non rispecchiano in pieno quello che poi ci troviamo davanti. Non si può lavorare così. Siamo esasperati perchè tutte queste incongruenze ricadono su di noi, arrivando in alcuni casi a trasformarsi in vere e proprie aggressioni nei nostri confronti". 

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