Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico

Manifestazione del 16 giugno: "La meglio gioventù scende in piazza"

"La meglio gioventù scende in piazza" è questo il titolo della manifestazione lanciata dal comitato il "Nostro tempo è adesso" per sabato 16 giugno a Roma

La prima iniziativa dell'associazione il "Nostro tempo è adesso" avviene  mercoledì 6 giugno alle ore 11.30 alla Stazione Termini, binario 27, con il flash mob “Che la precarietà TERMINI adesso”. La manifestazione vera e propria si terrà il 16 giugno 2012. Si sarebbe dovuta tenere sabato 26 maggio, ma è stata posticipata perchè l'associazione ha aderito e partecipato al corteo delle studentesse e degli studenti di Brindisi “IO NON HO PAURA”. Il 26 maggio sono stati a Brindisi: "La meglio gioventù era nel capoluogo pugliese colpito dall’attentato alla scuola Morvillo-Falcone."
 
La manifestazione invece sarà il 16 giugno all'indomani dell’approvazione da parte del Senato con 4 voti di fiducia della riforma del lavoro. Una riforma che truffa e offende i giovani e i precari. Nessuna delle promesse che avevano accompagnato la riforma è stata mantenuta: non c’è stata nessuna riduzione dei contratti precari mentre l'innalzamento delle aliquote per i parasubordinati ne determinerà un impoverimento di fatto. Non è stata prevista nessuna estensione dell'indennità di disoccupazione per i precari che si beccano invece la beffa dell' “una tantum”, un'ammissione di colpevolezza che dice “dovrei, ma non voglio”.
 
Secondo l'associazione, in nome dei giovani, "il Presidente Monti rivendica una riforma che scaraventerà i professionisti con   partita iva in un presente e un futuro di povertà e che lascia soli i circa 4 milioni di precari del nostro paese: per loro, se il contratto scade, nessun reddito né welfare.
Tutto questo in un paese in cui sale al 36% la disoccupazione giovanile (Istat); in cui un ragazzo su 6 cade in povertà quando rimane senza lavoro (Banca d'Italia); in cui più giovani e istruiti lasciano il paese per cercare opportunità altrove ed "il paese tutto è trascinato nella precarietà e nella povertà: nessuno si salva, né giovani né anziani, né precari né pensionati."
 
"La piazza del 16  giugno vuole essere la piazza di una generazione che non ce la fa più, ma anche di tutto il paese, perché la precarietà è l'emblema di un modello di sviluppo violento che dimentica le persone. Vuole essere soprattutto la risposta ad un Paese che ci invita alla fuga e a cui noi rispondiamo invece che vogliamo restare, riprenderci le nostre vite e il nostro paese."
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