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Foto Ansa

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Sparo accidentale dalla pistola del nonno: morte cerebrale per il bimbo di 6 anni

Il nonno di 76 anni, secondo quanto raccontato agli investigatori intervenuti sul posto, stava riponendo la pistola proprio per non farla prendere al nipotino quando è partito il colpo

Sette anni ancora da compiere. La speranza di festeggiare quel compleanno insieme, con tutta la famiglia. Un desiderio cullato e bruscamente interrotto nel tardo pomeriggio del 13 agosto quando i medici del Policlinico Umberto I hanno dichiarato la morte cerebrale del piccolo.

Il dramma si è consumato giovedì mattina in un appartamento nella zona di Conca d'Oro. Il bambino, sei anni, era andato a trovare il nonno accompagnato dal padre. Quindi la tragedia, mentre il genitore era in bagno si è sentito un colpo di pistola

Subito il papà si è precipitato e ha trovato il figlio sul pavimento privo di sensi e il nonno, sotto choc, con l'arma ancora in pugno. "La stavo riponendo in un cassetto per non farla prendere al bambino", ha poi detto l'uomo di 76 anni, agli agenti di polizia intervenuti dopo essere stati chiamati. 

Il piccolo, invece, è stato portato subito in ospedale. Al Policlinico Umberto I, è stato sottoposto ad un delicata operazione chirurgica. All'alba di oggi, 14 agosto, è andata in scena la procedura indotta di morte cerebrale. Troppo grave quella ferita alla testa, che lo ha centrato alla nuca. Le sue condizioni sono apparse subito disperate.

I poliziotti del commissariato Fidene e i colleghi del Reparto Volanti oltre al il pm di turno della procura di Roma hanno ascoltato più volte l'uomo. La ricostruzione appare chiara: il 76enne maneggiava una delle pistole regolarmente detenute (con altre armi per uso sportivo e uso caccia) quando accidentalmente è partito il drammatico colpo.  

Le armi sono state sequestrate mentre la polizia Scientifica, per tutta la giornata di ieri, ha effettuato rilievi anche per determinare se ci fossero tracce di polvere da sparo tra le dita della mano del padre del piccolo: una prassi per eliminare ogni dubbio.

Sotto choc la famiglia del bimbo e anche i vicini di casa nel palazzo accorsi dopo aver sentito il colpo di pistola. Gli inquirenti, stando alle prime ricostruzioni, propendono per una tragica fatalità, escludendo il gesto volontario. La procura di Roma, come atto dovuto, al momento indaga per "lesioni colpose gravi" che potrebbero diventare omicidio colposo quando il cuore del bambino smetterà di battere.

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