Niente straordinari, autisti contro Atac e sindacati: disagi per le linee bus

La protesta durerà per tutta la settimana. Meno 10% degli autobus in strada rispetto a quelli previsti. Atac informa il prefetto che 'invita' a desistere

Ottanta autisti in mattinata in meno; cento, centoventi tra le 11 e le 16.30, ovvero il 10-12% di quelli previsti in meno. E molti degli autobus regolarmente in servizio non hanno superato i 30 chilometri all'ora. Sono gli effetti della prima di cinque giornate di astensione dalle prestazioni straordinarie organizzata da molti autisti Atac.

Una protesta auto organizzata, contro i sindacati e l'azienda, che segna l'apertura di un periodo che si annuncia bollente per l'azienda di trasporto pubblico romano. Una protesta per ribadire che i lavoratori non vogliono sopportare il peso dei sacrifici imposti per il necessario risanamento dell'azienda.

Controversa la forma scelta. I lavoratori, in aperta polemica con i sindacati, hanno attuato una forma di rifiuto delle prestazioni straordinarie. Così, adducendo legittime motivazioni personali, in molti hanno presentato giustificazione scritta per la mancata copertura dei turni extra.

La protesta non è stata improvvisa. Da giorni l'auto organizzazione era alla luce del sole, con avvisi su facebook e all'interno dei depositi. Così l'azienda ha avvisato il prefetto che a sua volta ha inviato una circolare in cui si faceva presente che "l'astensione collettiva dallo straordinario leggitimamente richiesto è da intendersi come una forma di sciopero e come tale deve sottostare al regolamento imposto dalla legge 146 del 1990". Una circolare vissuta da molti come una minaccia e che ha spaventato non poco gli autisti.

Nel contempo però la scelta non è stata casuale. "Lo straordinario", ricordano molti lavoratori, "è su base volontaria e nessuno sulla carta puo' imporlo". Per Atac però la scelta diventa un problema in quanto l'azienda poggia gran parte della sua attività proprio sugli straordinari del personale viaggiante. Per coprire infatti tutti i turni imposti dal contratto di servizio Atac è costretta a far ricorso a tali prestazioni del proprio personale viaggiante, senza le quali il servizio verrebbe inevitabilmente a mancare. Ciò è dovuto alla cronica mancanza di autisti, appena 5600 a fronte dei quasi 13.000 dipendenti dell'azienda del trasporto pubblico.

Questa carenza di personale ha conseguenze anche su un altro diritto inalienabile, ovvero le ferie: "Essendo in carenza di personale", speigano, "le ferie non vengono concesse, quindi noi autisti, e solo gli autisti, non possiamo usufruirne".

Ma le denunce dei lavoratori sono ben più dure e vengono messe nero su bianco in una lettera ospitata dal blog di David Nicodemi: "Le norme sulla sicurezza non vengono nemmeno lontanamente rispettate con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Ci obbligano, con vergognose disposizioni interne che intimoriscono qualche lavoratore, a non rispettare il codice stradale. All'azienda non interessa la sicurezza del passeggero né tantomeno del lavoratore".

E ancora: "Abbiamo problematiche fisiche importanti che nessuno si è mai degnato di risolvere o tutelare. Alcuni esempi: assottigliamenti discali, protrusioni, fusioni e stenosi vertebrali, infarto acuto del miocardio, ulcera, problemi prostatici con possibili disfunzioni erettili causati evidentemente dall'intrattenimento prolungato delle urine in vescica a causa dell'assenza di bagni o della lunghezza di percorrenza della linea, e quante se ne potrebbero aggiungere ancora".

E si entra poi nell'ambito economico: "Sei anni di arretrati annientati dalla presenza di una tantum accordata dai sindacati, 700 euro lorde. Ad oggi gli autisti dell'Atac ne hanno percepite circa 250 nette. Il premio produzione da sempre elargito nel mese di luglio ad oggi non è ancora stato consegnato".

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Gli autisti sono anche consapevoli dei disagi arrecati alla cittadinanza: "L'autista dell'Atac raccoglie rabbia e lamentele da ogni utente. Ma il cittadino, che giustamente denuncia il mal servizio quotidiano e incolpa noi autisti perché unici diretti interlocutori, non è che una vittima di questo vergognoso sistema con cui l'azienda gestisce le proprie risorse".

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