Arrestato il miglior pizzaiolo di San Pietroburgo: era un boss del clan Fasciani

Fu direttore del 'Faber Village' di Ostia ma la sua estradizione in Italia è tutt'altro che semplice

Era latitante da poco più di anno ma ora è stato arrestato. Nicola Di Mauro, 34 anni, era scampato al blitz che la Guardia di Finanza fece ad Ostia il 4 marzo del 2014 nell'operazione 'Tramonto' in cui furono arrestate 16 persone. Quella fu la seconda operazione dopo 'Alba nuova' dove in manette ne finiro 51.

Di Mauro era scappato, non si era fatto prendere. Era andato lontano, in Russia. E' stato arrestato mentre preparava le pizze in un ristorante di San Pietroburgo, quando gli agenti dell'Interpool russa, su mandato dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, hanno messo le manette ai polsi di uno dei capi del clan Fasciani di Ostia.

La notizia ha suscitato grande clamore sulla stampa locale: "Cosa Nostra a San Pietroburgo", è uno dei titoli apparsi sul giornale. In realtà, lì in Russia, non conoscono bene gli intrecci della Mafia, quella su Ostia. Di Mauro è accusato di essere un esponente della “mafia romana”. La situazione, però, non è di facile gestione visto che in Russia non è previsto il reato di mafia e quindi sarà difficile per la Procura di Roma ottenere l'estradizione in Italia.

Era il pizzaiolo più bravo della città. I clienti erano sempre soddisfatti. A Ostia, invece, è conosciuto come 'Nico', uno dei fedeli di Carmine Fasciani tanto che lo nominò direttore del 'Faber Village'. Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Simonetta D'Alessandro c'era anche il nome di Nicola di Mauro, ma il 4 marzo di lui non c'era traccia.

Mercoledì 18 marzo scorso, alle 10 del mattino, due agenti in borghese sono entrati nella pizzeria e hanno sorpreso Di Mauro mentre preparava le pizze. C'è stato un momento di tensione. Un poliziotto gli ha sfilato il coltello dalle mani, mentre l'altro ha cercato di calmarlo. Così è andata.

In queste ore i giudici russi stanno decidendo se trattenerlo in carcere. La procura di San Pietroburgo ha contestato a Di Mauro la partecipazione a un'organizzazione criminale. Una diversa accezione rispetto al 416 bis. Negli ultimi 10 anni gli estradati in Italia dalla Russia sono stati solo tre.


 

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