Cronaca

Neve e maltempo: il prezzo più alto è per i piccoli comuni

A pagare il prezzo più alto dei tre giorni d'inferno sono senza dubbio i comuni di provincia e regione. Tre giorni interi di isolamento totale, senza luce, acqua e gas. Un inferno che però sembra in parte calmarsi

"Non ci sono più Comuni del Lazio isolati, forse qualche casa o frazione ma le stiamo cercando noi, con i nostri elicotteri". A dare la buona notizia dopo 3 giorni di vero inferno è la presidente Renata Polverini, alle 17 di oggi, 7 febbraio. La situazione di emergenza neve che ha colpito città e provincia, al suo quarto giorno consecutivo di maltempo e disagi annessi, sembra defluire. Ma se la città è stata piegata "solo" per qualche ora a pagare lo scotto della furia siberiana sono stati tanti, troppi, comuni della provincia di Roma e del Lazio.

Luce, gas, acqua, elettricità. Tutto saltato per 72 ore. Paesi isolati dal resto del mondo, con la neve così alta da costringere gli abitanti in casa, le strade ghiacciate impossibili da percorrere, e senza viveri e servizi di base. Bambini di pochi mesi infreddoliti e pazienti in dialisi impossibilitati a raggiungere gli ospedali. Un salto indietro nel tempo di secoli a Carpineto Romano, dove ancora manca l'acqua, in molti comuni del Frusinate, a Cesano dove lo stesso Alemanno ha spalato la neve insieme all'esercito, a Canterano dove il sindaco si è appellato al prefetto, e in generale nella Valle dell'Aniene e in molte frazioni dell'hinterland romano.

Ieri sera erano quasi 100 mila le utenze Enel fuori servizio, stamattina 70.000, e nel corso della giornata i bollettini della Regione e della Provincia di Roma hanno dato conto delle operazioni di riallaccio. Secondo i dati comunicati in tarda serata sono 51.000 le forniture senza corrente nel Lazio, 22.200 in provincia di Roma e 28.800 nel Frusinate. Alle 14 tornano ad accendersi le lampadine in 8 comuni del Frusinate, in Provincia di Roma 16 cittadine 'rivedono la luce' attorno alle quattro del pomeriggio, ma nel Frusinate, nel frattempo, la situazione è ancora critica.

A Carpineto Romano è letteralmente esplosa la rabbia. Solo questa sera, dopo tre giorni, è tornata la corrente. L'acqua manca ancora, i telefoni, fissi e mobili, sono stati muti per giorni. Una bambina neonata è stata salvata dal freddo grazie all'intervento dei carabinieri e portata immediatamente in ospedale. Sui monti mancano all'appello dei pastori, isolati con le greggi. Renzo Carella, parlamentare del Pd, è lì, e promette una interrogazione alla Camera, perché in tre ore di telefonate, sostiene, la protezione civile regionale non avrebbe dato alcuna risposta. Anche il sindaco della capitale, che nel frattempo prosegue la polemica, è furioso: "Chiederemo i danni all'Enel, abbiamo perdite per un milione di euro. C'è stata una incapacità clamorosa".


 

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