Incidente metro a Termini: macchinista indagato per lesioni

La Procura di Roma ha infatti acquisito una serie di filmati oltre all'informativa della Polizia e ha proceduto alla formale iscrizione del dipendente Atac

Il macchinista alla guida del treno che mercoledì ha trascinato Natalya Garkovich sulla banchina della metro B di Termini, è ufficialmente indagato per lesioni. La Procura di Roma ha infatti acquisito una serie di filmati oltre all'informativa della Polizia e ha proceduto alla formale iscrizione del dipendente Atac.

I video che lo mostra mentre mangia

Di particolare effetto, quantomeno sull'opinione pubblica, il video reso ieri pubblico dal Corriere della Sera. Due le diverse inquadrature. Nella prima si vede il macchinista che ferma il treno, guarda nello specchietto e poi sembra portare del cibo, preso da una ciotola, alla bocca. Poi riguarda lo specchietto. Nel frattempo gente che esce e gente che entra. E poi Natalya, in fondo al treno. Arriva e prova ad entrare. Poi all'ulimo desiste, ma rimane incastrata con la borsa all'interno. Il treno riparte. Una guardia giurata prova a fermare Natalya, ma invano. Solo il freno di emergenza permetterà di aprire la porta e far sì che la 43enne bielorussa non finisca risucchiata dalla galleria.

L'inchiesta di Atac 

Atac sentirà il macchinista, che nel frattempo si è chiuso nel silenzio, nelle prossime ore. L'azienda ricorda che da subito "è stata costituita una commissione di inchiesta, che sta procedendo con gli organismi di vigilanza (Ministero Infrastrutture e dei Trasporti e Regione Lazio) preposti a valutare tutti gli elementi per la corretta ricostruzione dei fatti e le effettive responsabilità".

I commenti dei sindacati

Intanto tra i sindacati c'è chi prende le difese del macchinista e lancia l'hashtag  #iostocolmacchinista. E' Claudio De Francesco di Faisa Confail che in un post su facebook scrive tra l'altro: "Vogliamo ricordare i turni massacranti che hanno i macchinisti dopo il famoso accordo epocale? Non possono nemmeno andare in bagno: non hanno tempo. Il modo con cui Atac li sta facendo lavorare li induce all'errore". Il riferimento di De Francesco è all'accordo raggiunto durante l'amministrazione Marino, quando si portò il numero annuo di ore lavorate da 736 a 950, ovvero da 4 ore e 50 minuti a turno a 5 ore e 50. Un accordo che ha allineato i macchinisti romani con quanto succede nel metrò di Napoli. Un numero di ore però ben lontano da quello dei macchinisti di Milano, in cabina per 1.200 ore l’anno.  

Dal Sul il segretario di Roma e Lazio Renzo Coppini punta il dito contro la diffusione delle immagini: "Riteniamo alquanto grave la divulgazione a mezzo stampa delle immagini relative allo stesso, in palese violazione del segreto istruttorio e delle normative in tutela dei Lavoratori".

Secondo Coppini in merito all'incidente "ci sono una serie di elementi o varianti da tenere in considerazione, che sono strettamente legate alle condizioni del materiale rotabile, al netto dei problemi tecnici, al Regolamento Circolazioni treni e dal comportamento dei passeggeri".

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