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Cimitero Flaminio: Nas sequestrano la sala delle urne cinerarie

Il segretario della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola: "Da mesi denunciamo lo stato in cui versano i cimiteri capitolini"

I Carabinieri del Nas hanno posto sotto sequestro la sala urne cinerarie del cimitero Flaminio. A darne notizia è il segretario della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola, con un post su Facebook al quale ha allegato la foto del "sigillo" apposto dai militari che riporta la dicitura "Sotto sequestro giudiziario per inosservanza alle norme sulla prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro". I fatti sono stati confermati a RomaToday dai carabinieri della compagnia Cassia intervenuti sul posto insieme al nucleo anti Antisofisticazione e Sanità di Roma, al nucleo Ispettorato del Lavoro della Capitale e quelli del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Roma.

Secondo quanto si apprende è stata posta sotto sequestro una delle sale che contiene le urne. Un sequestro preventivo in attesa di provvedimenti nei confronti dei responsabili. Scrive ancora Di Cola: "Continuano a chiederci cosa stia succedendo al cimitero Flaminio. Dovrebbero chiederlo ad Ama, sempre ammesso che Ama risponda. Sappiamo che ieri i Nas hanno fatto una ispezione degli ambienti di lavoro e che una sala, a quanto abbiamo saputo quella che contiene le urne, è stata posta sotto sequestro per le ragioni che apprendiamo dai sigilli". 

Il sindacalista ha sottolineato che "da mesi denunciamo lo stato in cui versano i cimiteri capitolini - non solo a causa dell'emergenza cremazioni che ha portato, nel picco massimo, fino a 2000 salme in attesa - e la ricaduta pesante sulle condizioni di lavoro, visti gli organici ridotti all'osso e i carichi di lavoro conseguentemente più pesanti, e sui servizi, con i cittadini costretti a subire attese e disservizi. Proprio ieri le rappresentanze aziendali erano in Prefettura per il tentativo di conciliazione, perche' il personale e' comprensibilmente entrato in stato di agitazione e si e' mobilitato contro questa situazione insostenibile". 

"Lo stato di abbandono di un settore così sensibile continua a preoccuparci- ha concluso Di Cola- Non vediamo risposte all'altezza della situazione".

Dopo il sequestro Ama comunica che "all’interno del cimitero Flaminio le attività di accettazione salme, inumazione, tumulazione e cremazione continuano a svolgersi senza nessuno stop assieme a tutte le altre operazioni. E’ pienamente assicurata l’operatività della struttura cimiteriale, che resta regolarmente aperta e funzionante".

Quindi le ulteriori spiegazioni: "Il locale destinato a deposito sottoposto a sequestro ospitava solo una parte di urne (molte delle quali non ritirate da tempo). E’ già stato comunque allestito ed è operativo un nuovo spazio, una sala adeguatamente attrezzata per il deposito delle urne. L’azienda, che prende atto di quanto rilevato dalle Autorità competenti, metterà comunque in atto in tempi brevi le operazioni di manutenzione straordinaria".

E ancora: "Da circa un anno AMA, in stretta sinergia con Roma Capitale, è impegnata in un massiccio programma di riqualificazione e manutenzione dei Cimiteri Capitolini a cui si è affiancata la riorganizzazione della struttura attraverso la nomina di un nuovo responsabile apicale e di un nuovo capo degli ispettori cimiteriali. Al Flaminio con i fondi della manutenzione ordinaria è stato eseguito il ripristino delle condizioni di sicurezza e la conseguente riapertura dell’accesso al pubblico per il gruppo di edifici H-Q. In particolare, è stata effettuata l’impermeabilizzazione delle coperture, tramite installazione di nuova guaina per un totale di 2.500 mq e si è poi provveduto ad interventi di stuccatura e tinteggiatura negli interni. Sono state inoltre concluse nei mesi scorsi le manutenzioni per rendere operativa al 100% anche la sesta linea esistente del forno crematorio, permettendo un potenziamento delle attività. Resta intatta la capacità di soddisfare tutte le altre tipologie di operazioni cimiteriali di prima sepoltura".

I carabinieri spiegano che l'attività ha consentito di controllare 76 persone e 36 veicoli e di elevare 4 sanzioni per la violazione delle norme antiCovid-19. I controlli, che non si sono limitati alle sole contestazioni in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica in atto, hanno portato anche ad una denuncia in stato di libertà nei confronti di un uomo ed il contestuale sequestro di un’area adibita a deposito irregolare di materiali inerti.

I Carabinieri hanno anche sospesa l’attività di un imprenditore, sanzionato per 8.400 euro, per aver impiegato due operai senza regolare contratto di lavoro presso un cantiere adibito alla costruzione di una cappella. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei militari dell'Arma.

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