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Immagine di repertorio del sequestro dei beni dopo l'operazione New Line

Immagine di repertorio del sequestro dei beni dopo l'operazione New Line

Le piazze emergenti dello spaccio a Roma: Trullo è il regno dei nuovi narcos

A gennaio in una operazione fu smantellata una banda che stava lentamente riempiendo i vuoti lasciati dagli arresti che hanno colpito lo storico clan Gambacurta, operante nella zona di Montespaccato

Ostia, Tor Bella Monaca, San Basilio. Se le roccaforti dello spaccio a Roma, soprattutto fuori del Grande Raccordo Anulare, sembrano inattaccabili con intrecci criminali che toccano anche i clan di camorra, 'ndrangheta o mafia siciliana, al centro della Capitale c'è spazio per tutti perché, citando Romanzo Criminale, "Roma non vo' padroni". 

Secondo uno degli ultimi rapporti della Direzione Investigativa Antimafia, tuttavia, sono almeno trenta le piazze "censite" dentro il Gra. Dal centro storico ai vicoli, dai locali della movida fino ai giardini pubblici. Di recente, secondo l'ultimo Rapporto delle Mafie nel Lazio, nuove zone in qui si spaccia droga stanno scalando la "classifica" di rilevanza. 

Trullo regno dei nuovi narcos

Tra queste, senza dubbio, c'è il Trullo che, come si legge dal rapporto, è il "regno dei nuovi narcos": "Nelle piazze di spaccio operano anche piccole organizzazioni con caratteristiche comuni fra loro che ricalcano in alcuni punti quelle dei gruppi più evoluti come: la coesione interna, l'utilizzo di strumenti di comunicazione riservati e l'uso e la disponibilità di armi. Uno di questi gruppi è quello colpito dall'operazione dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Roma guidati dal colonnello Lorenzo D'Aloia il 15 gennaio del 2020. L'indagine ha riguardato un sodalizio attivo nell’area del Trullo guidato da Daniele Ferri. Il Trullo, secondo alcuni, sarebbe il regno dei nuovi narcos: qui gli investigatori hanno bloccato un giro d'affari da 500 mila euro al mese".

Il Daniele Ferri a cui si fa riferimento è l'uomo ritenuto capo dei narcos del Trullo. Colui che, secondo l'indagine 'New Line', assieme a lui una banda di sedici fedeli 'soldati' stava lentamente riempiendo i vuoti lasciati dagli arresti che hanno colpito lo storico clan Gambacurta, operante nella zona di Montespaccato, grazie a personaggi e attività trasversali sul territorio. 

"Ci sono una serie di segnali molto allarmanti che mostrano a Roma una violenza sempre più brutale nella riscossione dei crediti - aveva spiegato il Procuratore capo facente funzioni di Roma, Michele Prestipino, incontrando la stampa a Piazzale Clodio dopo gli arresti - Tortura, violenze feroci, fino ad arrivare al sequestro di persona, emergono come una costante nelle indagini portate avanti negli ultimi due anni sul territorio romano. Una ferocia sostenuta dalla disponibilità di armi di gruppi organizzati che gestiscono le piazze di spaccio, con giri d’affari milionario e una concorrenza agguerrita".

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Tesoro da 6 milioni di euro

Una struttura ben organizzata e smantellata lo scorso gennaio (almeno per ora) con base logistica in un salone di bellezza in via Monte delle Capre, nel cuore del quartiere.

Il gruppo guidato da Ferri disponeva di jammer disturbatori di frequenza e utilizzava tecnici per disporre bonifiche nelle autovetture: "in particolare, sin da subito, la sequenza di attività di intercettazione ha evidenziato la comunicazione degli indagati a mezzo del social network WhatsApp oppure in incontri de visu in luoghi d'incontro già individuati. Nello specifico Ferri aveva distribuito ai suoi accoliti più fidati dei telefoni dedicati, di recente innovazione tecnologica, denominati black phone (BK Acquarius X), in grado di percepire eventuali intercettazioni con sistema di virus informatico ed, in caso di controllo da parte delle FFPP, di poter cancellare immediatamente i dati informatici presenti all’interno dell’apparato telefonico", si leggeva nell'ordinanza del gip distrettuale di Roma Livio Sabatini.

Un gruppo così potente tanto da mettere in piedi un patrimonio di 6 milioni di euro sequestrato dai carabinieri, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, lo scorso 8 maggio. L'operazione 'New Line', tuttavia, non ha fermato gli affari: a dimostrarlo l'ultimo blitz in via Monte delle Capre, quello di inizio settembre. D'altronde al Trullo, secondo il Rapporto Mafie nel Lazio, "attorno a figure particolarmente carismatiche in ambito criminale si sono cementati sodalizi criminali attivi nel settore dello spaccio di stupefacenti".

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