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Vigili, promozioni a chi fa più multe? "Non siamo sceriffi di Nottingham"

A scuotere ancora il corpo è l'ultima direttiva del comandante Clemente. Più multe a chi viola il codice della strada e promozioni agli agenti che ne rilasciano in numero maggiore. Ugl: "Trovata che non ha corrispondenza negli istituti contrattuali"

Da "erogatore di servizi e sicurezza" a "sceriffo di Nottingham". Ancora baraonda nel corpo dei Vigili Urbani. Passato il caos delle multe social, a far discutere stavolta è la cosiddetta direttiva Clemente dal titolo "Facilitazione del Traffico Urbano". Pare che il neo Comandante, a quanto si legge oggi su Il Messaggero, abbia in programma un sostanzioso aumento del numero di contravvenzioni per chi viola il codice della strada, con tanto di rimozioni a pioggia per i mezzi in divieto.

Senza pietà e senza sconto alcuno. Ma, a sollevare il polverone non è tanto la scelta di stringere la cinghia sugli automobilisti romani, quanto le ricadute sul corpo di polizia. Si legge che il numero di multe elevate dagli agenti in servizio "verrà inserito a pieno titolo nel sistema di valutazione dei dirigenti e dei dipendenti del corpo". Detto altrimenti: un bel premio a chi fa più sanzioni. 

Durissimo il Coordinamento Romano Ugl. "In merito a quanto appreso dagli organi di stampa, circa l’esistenza di una presunta “direttiva Clemente” atta a subordinare l’avanzamento di carriera per gli appartenenti al Corpo di Polizia Locale di Roma, al numero delle contravvenzioni elevate ai cittadini, tende a precisare, a tutela dei lavoratori dell’ente e alla cittadinanza tutta, come una trovata del genere, non abbia corrispondenza alcuna, negli istituti contrattuali siano esso nazionali o decentrati, che regolano le progressioni di tutti i dipendenti del Comune di Roma". Non sarebbe prevista insomma alcuna "percentuale" nè retributiva nè in termini di avanzamento di carriera per gli agenti, questioni regolate appunto dai contratti di lavoro. 

"Non si comprende quindi - continua la nota - come, qualora quanto riportato corrispondesse al vero, si introduca nuovamente il fare cassa, come forma di incentivazione, sebbene non immediatamente economica  ma collegata ad carriera. Questa Organizzazione Sindacale, esprime profonda preoccupazione, per ogni “iniziativa innovativa”  tesa a trasformare, l’Agente di Polizia Locale, da figura erogatrice di servizi e sicurezza a vantaggio della collettività ad una sorta di “sceriffo di Nottingham", con l’ansia da prestazione di elevare quante piu’ contravvenzioni possibili per non vedersi ostacolato nella propria carriera".

Secco anche il Sulpl. "Per evitare che il sindaco utilizzi la Polizia Locale come sparamulte per esigenze di bilancio - dichiara il segretario romano Stefano Giannini - l'unica soluzione sarebbe che i proventi del comune andassero allo stato e non nelle casse del comune. Eviteremmo così di essere additati come esattori comunali ogni volta che facciamo semplicemente il nostro dovere". 

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