Movimenti per la Casa, in trenta occupano la Regione: attimi di tensione e militanti incatenati ai cancelli 

Questa mattina la protesta nella sede regionale di via Cristoforo Colombo

Irruzione dei Movimenti per il diritto all'abitare nella sede della giunta della regione Lazio. Una trentina di persone, anche con minori al seguito, si sono introdotti a forza nello stabile di via Cristoforo Colombo, nonostante la presenza degli addetti alla sicurezza, che non sono riusciti a contenerli. Con urla al megafono e spintoni gli attivisti hanno sfidato la sicurezza e saltato i tornelli, per rivendicare "reddito e alloggio per tutti". 

"Non vogliamo più promesse dalla Regione ma soluzioni" hanno detto. Chiedono "il diritto alla casa, un salario garantito, un reddito di dignità", accusano la Regione di "volere staccare in uno dei loro stabili la luce, il gas e l'acqua. Chiedono alla Regione, in particolare, che chiudano la campagna degli sgomberi. 

A tentare di sedare le tensioni sono intervenuti gli agenti di Polizia con caschi anti sommossa. Alcuni degli occupanti si sono incatenati ai cancelli e altri entrano ed escono dai tornelli ormai senza presidio. I manifestanti chiedono un incontro con il presidente Zingaretti

"Esprimiamo solidarietà ai movimenti per il diritto all'abitare che hanno dovuto, ancora una volta, ricorrere a iniziative estreme per ricevere attenzione politica, come avvenuto il 20 giugno scorso con gli incatenamenti di sei donne in Campidoglio". Così in una nota  Stefano Fassina consigliere Sinistra per Roma deputato Leu. "Basta sgomberi di edifici occupati per disperazione da famiglie che avrebbero diritto a una casa popolare, ma rimangono in attesa, senza alternative, perchè a Roma e in Italia l'edilizia popolare è drammaticamente carente. L'Italia ha circa un quarto dell'offerta media europea e da decenni sono assenti politiche per la casa".

L'occupazione è terminata intorno alle 16 e 30. I manifestanti sono stati ricevuti dal capo di Gabinetto Albino Ruberti e dall'assessore alla Casa Massimiliano Valeriani. "Abbiamo trovato un accordo", ha detto il portavoce delle circa 60 famiglie occupanti dello stabile di proprietà dell'Ipab San Michele, in Via Casal De Merode, a cui è stato staccato il gas 3 giorni fa. "L'accordo- hanno spiegato- prevede che Italgas riattivi l'utenza senza intervenire sulle tubature. Questa è l'unica occupazione su cui c'è un finanziamento di 200 milioni di euro per un progetto di recupero socio-abitativo. Quello di oggi quindi sarà un contratto ponte tra Ipab e Italgas". "Ora - ha concluso - stiamo andando a verificare che la riattivazione sia andata a buon fine".

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