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Cronaca Centro Storico / Via del Tritone

Arresti scontri manifestazione del 31 ottobre, i Movimenti: "Libere Tutti"

Duri i commenti da parte di esponenti di Sel, Prc, Pdci e l'Usb: "I fermi rappresentano una risposta grave e inaccettabile ad una emergenza che è soprattutto sociale"

"Libere Tutti". Così i movimenti di lotta per la casa commentano i fermi di polizia emessi all'alba di oggi 13 febbraio nei confronti di 17 militanti accusati di vari reati nel corso degli scontri che si tennero a Roma il 31 ottobre del 2013, quando i manifestanti si fronteggiarono con le forze dell'ordine in via del Tritone, per contestare il vertice della conferenza Stato-Regioni che aveva all'ordine del giorno proprio il tema della casa e degli sfratti.

SIT IN A PORTA PIA - Gli stessi Movimenti annunciano per le 15,30 di oggi a piazza di Porta Pia una conferenza stampa con successivo corteo per le strade di Roma. Sono stati "colpiti compagni delle realtà della lotta per la casa, del centro sociale Acrobax, delle occupazioni giovanili Degage e Alexis. A poche ore dalla manifestazione che arriverà al Cie di Ponte Galeria e dopo l'assemblea nazionale della scorsa domenica che ha rilanciato una primavera e un'estate di lotta dal corteo nazionale del 12 aprile, passando per il primo maggio fino alla contestazione del vertice europeo sulla disoccupazione giovanile, si prova a mettere paura ai movimenti".

IL VIDEO DEGLI SCONTRI DIFFUSO DALLA POLIZIA

FAGIANO E DI VETTA - Un coro comune quello dei militanti dei Movimenti di Lotta per la Casa della Capitale che sempre tramite una nota stampa scrivono: "Tra gli arrestati anche alcuni tra i compagni più rappresentativi dei movimenti di lotta per la casa romani come Luca Fagiano e Paolo Di Vetta".

NESSUN PASSO INDIETRO - Nonostante i 17 fermi i militanti annuciano 'nuove battaglie': "Le denunce arrivate si riferiscono ai fatti del 31 ottobre scorso quando, dopo l'imponente manifestazione del 19, i movimenti hanno attraversato Roma per contestare il vertice della conferenza Stato-Regioni che aveva all'ordine del giorno proprio il tema della casa e degli sfratti. Bloccati dalla polizia a via del Tritone quel giorno i movimenti decisero di non fare un passo indietro e di provare con determinazione a manifestare sotto il palazzo dove si teneva il vertice".

SEL LAZIO - Le ordinanze di custodia cautelare sono state mal digerite anche dal coordinatore Sel del Lazio Giancarlo Torricelli: "I fermi rappresentano una risposta grave e inaccettabile ad una emergenza che è soprattutto sociale e non questione di ordine pubblico. Migliaia di cittadini romani, e non solo, sono privati del diritto ad una abitazione e la loro lotta ha consentito che nella capitale finalmente si accendessero i riflettori sullo stato di emergenza esistente. L'immobilismo di una certa politica, l'incapacità di attuare i piani straordinari di intervento e di rispettare gli impegni presi, non può trasformarsi in repressione".

CASA, REDDITO E WELFARE - Coordinatore regionale di Sinistra, Ecologia e Liberta che prosegue: "I Movimenti per la casa hanno infatti dimostrato di saper ben dialogare con le istituzioni e costruire politiche. In questo senso basti pensare al piano molto avanzato varato con la Regione Lazio. A Roma - conclude Torricelli - e nell'intero territorio regionale, dove i poteri forti in campo edilizio hanno fatto il bello e il cattivo tempo, condizionando anche le scelte politiche degli amministratori, c'é un urgente bisogno di riscrivere la via per uscire dall'emergenza, specialmente in questa fase storica, in cui una crisi devastante sta colpendo le fasce più deboli della società. Casa, reddito e welfare sono le parole chiave per un nuovo patto per il territorio. Un percorso che non può contemplare repressione e criminalizzazione di una rabbia legittima. Solidarietà e vicinanza di Sel ai fermati".

PRC ROMA - Stesso pensiero anche quello degli esponenti del Partito di Rifondazione Comunista romano che in una nota congiunta affermano: "Il Prc di Roma esprime solidarietà nei confronti degli attivisti per il diritto alla casa colpiti da provvedimenti repressivi e ne chiede l'immediata liberazione. La lotta sociale per i diritti é un cardine fondamentale della democrazia e non può essere derubricata a fatto penale. In una città che deve assistere ad insopportabili prezzi speculativi e alla vergogna di migliaia di case vuote, mentre migliaia di persone sono senza alloggio, altri sono coloro che dovrebbero essere perseguiti".

PDCI ROMA - Un problema sociale più che di ordine pubblico è invece la chiave di lettura di Fabio Nobile e Fabrizio De Sanctis, rispettivamente componente della segreteria nazionale del Pdci e segretario Roma Parito dei Comunisti Italiani: "Gli arresti di Paolo Di Vetta, Luca Fagiano e di altri compagni del coordinamento di lotta per la casa sono l''ennesima risposta in termini di ordine pubblico ad un problema di acuta emergenza sociale".

SOLIDARIETA' AGLI ATTIVISTI - "Con la crisi economica piu'' profonda della storia - prosegue la nota congiunta di Nobile e De Sanctis - ed il continuo impoverimento della stragrande maggioranza della popolazione, uno Stato che volesse dirsi realmente democratico avrebbe il dovere di garantire un tetto per ogni essere umano. Eppure non è così e nell'Italia di oggi aumentano sia la gente senza casa che le case senza gente. Così - concludono - dilaga la disperazione sociale e la protesta per la mancanza di case pubbliche viene trattata come un problema di ordine pubblico. Per questo, esprimiamo solidarietà agli attivisti arrestati stamattina e ne chiediamo l'immediata liberazione".

GRUPPO PER IL LAZIO - Solidarietà agli attivisti viene espressa anche da Marta Bonafoni del Gruppo per il Lazio in Regione: "L’emergenza casa rappresenta in questo momento la faccia più feroce della crisi economica che sta attraverso il nostro Paese e tutta l’Europa. E che vede migliaia di uomini e donne,  scendere in piazza a protestare per  difendere anche il diritto alla casa. A queste problematiche non si può rispondere con un approccio repressivo: i movimenti per la casa hanno infatti dimostrato di voler dialogare con le istituzioni per costruire politiche di percorso comune, finalizzate ad affrontare l’emergenza. In questa direzione va il lavoro avviato della Giunta Zingaretti che con l’Assessore Refrigeri ha avviato il piano sull’emergenza abitativa. Un piano fortemente innovativo e partecipato che ha saputo mettere a confronto tutte le realtà istituzionali e sociali coinvolte da questa emergenza per tracciare un percorso basato sulla condivisione per rispondere a tanti e tante ancora senza un tetto anche nella nostra Regione".  

USB - Dura anche la presa di posizione dell'Usb (Unione Sindacale di Base): "Questa mattina a Roma e a Napoli sono stati effettuati oltre 50 provvedimenti restrittivi - tra arresti domiciliari, custodia cautelare e obbligo di non allontanarsi dal comune di dimora abituale - nei confronti di rappresentanti dei movimenti per il diritto all'abitare, disoccupati e sindacalisti, tra cui esponenti di rilievo di AS.I.A.-USB. A Roma la relazione è con la manifestazione del 31 ottobre, che i movimenti per il diritto alla casa avevano organizzato dopo le risposte negative del Ministero delle Infrastrutture alle richieste poste dopo le mobilitazioni del 18 e 19 ottobre. A Napoli l'accusa sembrerebbe legata addirittura al fatto di aver costituito un'associazione di disoccupati".

FERMI A NAPOLI - Un'azione che ha riguardato dunque anche la città di Napoli: "L’Usb richiede il ritiro di tutti i provvedimenti restrittivi e l’apertura di  una riflessione generale sulla svolta autoritaria in atto nel Paese, che sta emergendo in modo sempre più evidente. Dopo gli arresti e la repressione contro il movimento No Tav, e i pesanti interventi delle Questure di tutta Italia in merito a manifestazioni sindacali e di movimenti sociali che negli ultimi mesi si stanno ripetendo sempre più frequentemente, i provvedimenti di questa mattina fanno emergere una chiara e preordinata volontà repressiva nei confronti di chiunque intenda costruire opposizione ad un modello sociale basato sull'esclusione dei più dai diritti più elementari. L’Usb condanna fermamente questo clima di tensione finalizzato a reprimere preventivamente un conflitto sociale che rappresenta la naturale risposta a chi continua a sottovalutare gli effetti di una crisi sempre più grave, che sta portando alla povertà e alla disperazione milioni di famiglie".

LE LOTTE NON SI FERMANO - "L’Usb - conclude la nota del sindacato - è al fianco di coloro che sono stati ingiustamente oggetto di questi provvedimenti restrittivi e chiede a tutte le forze politiche e sociali e alle istituzioni che si chiarisca una volta per tutte che democrazia vuol dire anche diritto al dissenso,  poter esprimere liberamente le proprie posizioni, poter manifestare liberamente senza essere costantemente oggetto di repressione. Le lotte sociali, dei lavoratori, dei senza casa e dei disoccupati non si fermano con le misure repressive: le lotte non si arrestano! Invitiamo tutti a vigilare ed a mobilitarsi, perché siamo di fronte ad una vera e propria “guerra preventiva” contro il conflitto sociale che emerge da una crisi che non sembra avere fine".

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