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Foto facebook Giovanni Caudo

Foto facebook Giovanni Caudo

Ha un malore e muore sotto i portici di piazza Vittorio. La foto (e la gaffe) del presidente Caudo

Gaffe del presidente del III Municipio Caudo che ha scambiato la vittima per un clochard morto per il freddo

Stava camminando con un amico quando ha avuto un malore, si è accasciato ed è morto. Un infarto gli è stato fatale. A perdere la vita sotto i portici di piazza Vittorio nel pomeriggio del 25 gennaio, intorno alle 18, un uomo, tunisino.

I.B., queste le sue iniziali, era regolare in Italia e integrato nella società. Sul posto, il 118 non ha potuto fare altro che certificarne il decesso, con le forze dell'ordine che hanno nastrato l'area. 

Il corpo, oltre i nastri, è stato notato anche da Giovanni Caudo, presidente del III Municipio, che ha immortalato la scena con uno scatto diffuso sui social scambiando però il tunisino morto di infarto con un clochard morto di freddo, un fatto che a Roma da inizio inverno è successo ben undici volte, l'ultima proprio ieri ma alla Magliana e la vittima era una donna

"Così si muore nella città eterna. - inizia il post di Caudo - Questa foto l’ho scattata neanche un’ora fa sotto i portici di Piazza Vittorio. Un giorno ci ricorderemo di questo tempo e non ci sapremo spiegare com’è stato possibile assistere inermi a tutto questo. A Roma ci sono alberghi chiusi, gli stessi centri anziani sono chiusi da mesi e inutilizzati, eppure si muore di freddo per strada (il conto ormai ha superato la decina). Le stazioni della metro potrebbero accogliere tante persone e ripararle dal freddo. I volontari si prodigano nello sforzo di evitare il peggio ma le istituzioni non ci sono, ad esempio potrebbero organizzare delle unità di strada con medici e operatori e potenziare per dieci il servizio SOS".

"Ci ricorderemo che potevamo fare e non abbiamo fatto. In questi giorni dedichiamo le nostre parole alla memoria e al ricordo di genocidi della seconda guerra mondiale, proprio per onorare quella memoria non dovremmo dimenticare il tempo presente e gli impegni a cui siamo chiamati. Che la terra gli sia lieve", conclude.

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