Cronaca Centro Storico / Piazza Navona

Centro Storico, operaio muore folgorato in ristorante di piazza Navona

Secondo una prima ricostruzione l'uomo stava effettuando alcuni lavori ed era vicino ad una scatola elettrica con dei cavi scoperti. Lunedì a Centocelle un altro incidente sul lavoro

Una vera tragedia si è consumata nel seminterrato di uno dei più noti ristoranti del centro storico di Roma, a piazza Navona. Un operaio romeno di 30 anni è morto folgorato mentre stava effettuando dei lavori. Il corpo del giovane è stato trovato vicino a dei cavi scoperti. Inutili i soccorsi e gli estremi tentativi da parte degli operatori del 118. 

Allertata, sul posto si sono recati anche gli agenti del commissariato Trevi, la polizia scientifica per i rilievi, i vigili del fuoco e i tecnici dell'Acea. Secondo una prima ricostruzione la vittima, un elettricista, stava effettuando dei lavori sull'impianto elettrico del seminterrato del ristorante quando è rimasto folgorato.

Nel frattempo sono in corso le indagini per ricostruire al meglio la vicenda e le cause. Lunedì scorso un altro incidente sul lavoro. Tre operai rimasero ustionati mentre riparavano dei tubi del gas in un cantiere a Centocelle. Il più grave ha riportato ustioni sul 70% del corpo ed è stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale Sant'Eugenio. 

L'ennesima morte sul lavoro ha trovato il cordoglio del consiglio municipale del I Municipio Centro Storico riunito nella sede di via della Greca. Su proposta di Sel è stato osservato un minuto di silenzio per l'operaio morto folgorato. "Ribadiamo con forza - dichiarano Graziella Manca, Mauro Cioffari e Jacopo Maria Argilli del gruppo Sel - la necessità di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Si continua a morire per fatica, a causa del lavoro, nella Puglia del caporalato e si rischia la vita, ogni giorno, anche a Roma, durante i lavori di manutenzione pubblica come accaduto lunedì scorso agli operai Italgas rimasti ustionati durante dei lavori a Centocelle".   

"Il dramma dei morti, degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali - concludono Manca, Cioffari e Argilli - va interrotto non solo applicando rigorosamente le normative in materia, ma combattendo la precarietà, che di per sé è fonte di abbassamento delle tutele, intensificando e rendendo efficaci i controlli e aumentando poteri dei vari referenti alla sicurezza e alla qualità del lavoro".

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