Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Meningite, morto cinquantenne ricoverato all'Umberto I di Roma

L'uomo, titolare di un noto locale di Alatri, nel nord della Ciociaria, era stato colpito dal virus lo scorso 31 dicembre. All'Umberto I ricoverata anche una 14enne

Un 50enne originario di Alatri, in provincia di Frosinone, è morto per meningite al policlinico Umberto I di Roma. Ricoverato in gravi condizioni lo scorso 31 dicembre in un primo momento presso l'ospedale San Benedetto, era stato poi trasferito nel reparto malattie infettive del 'Fabrizio Spaziani' di Frosinone.

Poi il trasferimento al policlinico Umberto I di Roma dove, alle 12 di oggi 2 gennaio, è deceduto.  Al policlinico Umberto I è stata ricoverata anche una quattordicenne di Palestrina. La giovane sta rispondendo bene alle cure ma non si sa ancora quale tipo di meningite abbia contratto.

La Regione Lazio, nel frattampo, rende noto di aver "costituito nella seconda metà di dicembre 2016  un gruppo apposito per il monitoraggio delle meningiti". Il Gruppo è costituito dal Gruppo tecnico Scientifico della Rete di Malattie Infettive (Ippolito-Spallanzani, Di Lallo-Regione Lazio, Cauda-Cattolica, Vullo-Sapienza) integrato dal Professor Villari dell’Università la Sapienza.

Il gruppo si è riunito alle ore 15 del 2 gennaio 2017 e "non ha rilevato nel 2016 incrementi di casi di meningite rispetto al periodo precedente (2001-2015). Nello specifico nel 2016 sono stati segnalati in tutta le Regione 19 casi di meningite meningococcica (pari a 3,2 casi per milione di abitanti), rispetto ai 25 casi nel 2015. L’incidenza di questo tipo di meningite è sostanzialmente sovrapponibile a quello dell’intero Paese (dati Istituto Superiore di Sanità)".

Non esistono al momento motivi di allarme, né necessità di interventi straordinari diversi dai protocolli vaccinali previsti nella Regione Lazio. Le Aziende Sanitarie Locali hanno già provveduto agli interventi necessari in tutti i casi che si sono finora verificati. "Si precisa, inoltre, che non tutte le forme di meningite necessitano di interventi profilattici, che si applicano solo  ai casi dai microrganismi per i quali è possibile la trasmissione da persona a persona, e sempre solo a seguito di contatti ravvicinati (sotto il metro di distanza) e prolungati nel tempo. La Regione continuerà a mantiene il livello di attenzione attivato attraverso il Servizio Regionale di Sorveglianza delle Malattie Infettive", conclude la nota della Regione.

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