Giallo a Portonaccio: il cadavere vicino l'incendio è di Don Gigi Maresu

Il religioso era scomparso il 30 luglio dalla basilica di Santa Maria Ausiliatrice, quartiere Tuscolano. Da quel momento di lui si erano perse le tracce. Malato di alzehimer è stato ritrovato in zona Portonaccio

Foto di Don Gigi Maresu

Don Gigi Maresu, scomparso dal Tuscolano lo scorso 30 luglio, è morto. Una tragica notizia che ha scosso il mondo dei salesiani, i tanti abitanti della zona e i fedeli che lo hanno vissuto. Il corpo senza vita del religioso è stato rinvenuto quasi per caso. A recuperarlo sono stati i vigili del fuoco di Roma impegnati nella zona di Portonaccio.

Il ritrovamento del corpo di Don Gigi

Nello spegnimento del vasto incendio, che nel pomeriggio di venerdì è divampato vicino il tratto urbano dell'A24 Roma-Teramo, i vigili del fuoco lo hanno ritrovato in avanzato stato di decomposizione. Un macabro rinvenimento nell'area compresa tra l'uscita Portonaccio e l'area di servizio Q8 pericolosamente lambita dall'incendio.

La salma, consegnata alla Polizia, è stata portata poi in ospedale per l'autopsia del caso. Da capire resta come l'uomo, di 66 anni, dal Tuscolano fosse arrivato tra Portonaccio e via Filipppo Fiorentini. Al momento della scomparsa Don Gigi non aveva soldi e neanche telefono cellulare. Era malato di alzehimer e scomparso dalla casa di riposo per salesiani di Santa Maria Ausiliatrice. 

La Questura di Roma, interpellata, ha confermato che il cadavere non presentava ustioni o bruciature. Probabilmente il decesso sarebbe quindi avvenuto il giorno stesso della scomparsa, anche se solamente gli esiti dell'autopsia potranno dire di più.

Il ricordo della comunità salesiana

La conferma del ritrovamento del corpo di Don Gigi è arrivata direttamente da Don Leonardo Mancini, ispettore della circoscrizione Italia Centrale. Sul posto, per il riconoscimento della salma attraverso alcuni effetti personali, si è recato Don Antonio Petrosino che ha identificato il rosario, il cappello, l'orologio a la croce che Don Gigi portava sempre al collo.

"In questo momento, illuminati dalla speranza della risurrezione, ma toccati dal dolore, legato anche alla tragicità del decesso, vi chiedo una preghiera in suffragio del carissimo Don Gigi - ha commentato Don Leonardo - chiedo una preghiera anche per i suoi parenti e per i confratelli animatori della comunità Zatti, che in questi anni lo hanno accudito con grande dedizione e in questi ultimi giorni si sono prodigati senza posa per ritrovarlo".

Don Gigi Maresu, oltre il Tuscolano, aveva frequentato anche le parrocchie di Civitavecchia, Pio XI, Testaccio e Borgo. Paolo Giansante, amico di Don Gigi, ha affidato a RomaToday i suoi ricordi: "Lo voglio ricordare come nei miei ricordi da ragazzino: chitarra al collo con tanta gioia e voglia di stare con i ragazzi. Un pezzo della mia crescita umana e salesiana. Rimane un dolore acuto di non essere riusciti, nonostante gli sforzi, ad essere stati utili nel ritrovamento. Grazie di essere stato un pezzo importante della mia adolescenza, oggi più che mai così importante per diventare uomini e donne".

"E' nato in campagna e il destino ha voluto che se ne andasse in un'area verde - così Giusy, nipote di Don Gigi, ai nostri taccuini - Ha trovato la sua pace. Era un amante dell'arte. Faceva il mimo e suonava chitarra e sassofono, così creava comunità attraverso i suoi fedeli e chi gli voleva bene. Era un fan di Celentano e cantava spesso le sue canzoni". 

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