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Alvaro Rossi aveva 61 anni (Foto facebook Critica Senza Bavaglio)

Alvaro Rossi aveva 61 anni (Foto facebook Critica Senza Bavaglio)

Coronavirus, infermiere del 118 muore il giorno di Natale a pochi giorni dalla pensione

Alvaro Rossi aveva 61 anni e prestava servizio alla postazione del San Camillo

E’ morto di Coronavirus il giorno di Natale. Vittima ancora un operatore sanitario, Alvaro Rossi 61 anni, in prima linea nella lotta al Covid19. A darne notizia sui social, Mario Balzanelli, responsabile del 118 di Taranto e presidente della Società italiana sistema 118 (Sis): “Muore a 61 anni ucciso dalla covid 19 Alvaro Rossi, infermiere della postazione Set 118 di San Camillo - Ares 118 Roma. Una vita spesa ad assistere, con notevole preparazione, grande amore e profonda passione il prossimo a qualunque ora del giorno e della notte". 

"Era un grande professionista - lo ricorda Alessandro Saulini, amico di Alvaro, nonché collega e segretario NurSind Ares 118 - lo conoscevo fin da ragazzo, da quando mia mamma era caposala al San Camillo. Ho lavorato con lui tanti anni. Era sempre solare, sorridente, disponibile con chiunque e stimato da tutti, con la battuta pronta e ironico, ma soprattutto era orgoglioso di essere diventato nonno". Grintoso e sorridente, nonostante tutto. "Nonostante la vita lo abbia messo più volte a dura prova, soprattutto dopo la perdita della moglie quando le figlie erano ancora piccole. Viveva per loro e per il nipotino. Il 2 gennaio doveva andare in pensione. E invece il covid l'ha portato via. La sera di un Natale che doveva essere di speranza".

Come scrivono su CriticaSenzaBavaglio: “In prima linea nella battaglia contro il Covid, è morto il giorno di Natale, stroncato dal coronavirus. Alvaro Rossi, infermiere dell'Ares 118, in servizio da 30 anni presso la postazione dell'ospedale San Camillo, è morto la sera del 25 dicembre all'età di 61 anni, pochi giorni prima di andare in pensione. Era stato ricoverato i primi di dicembre in terapia intensiva sempre al San Camillo. Ma anche con lui il virus è stato più forte. Gli amici e i colleghi lo ricordano come "un leader".

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