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Il dramma di Marian, clochard morto dopo 9 giorni: si era ustionato per scaldarsi dal freddo

L'uomo, 61 anni, era molto conosciuto nella zona di piazzale del Verano. La Comunità di Sant'Egidio e l'Associazione Assobus onlus aiutavano spesso lui e la moglie

Ha lottato per nove giorni, poi si è arreso. Troppo gravi le ustioni riportate nel rogo che lo ha coinvolto lo scorso 3 gennaio. E' morto così un clochard, il nono in due mesi. Un quadro tanto allarmante da spingere la comunità di Sant'Egidio a lanciare un appello: gli alberghi chiusi per il covid-19 devono essere aperti e dare riparo.

L'ultima vittima 'invisibile' ha un nome e un'identità: si chiamava Marian Barzyczak, aveva 61 anni ed era polacco. Da tempo ormai aveva trovato riparo in una torretta ormai in disuso a piazzale del Verano. Viveva lì con la moglie. Ormai era un abituè della zona, tanto che i volontari della Comunità di Sant'Egidio e Maria Tridico, presidente dell'Associazione Assobus onlus, rifocillavano spesso la coppia.

Con loro i due scherzavano, facevano qualche battuta. Insomma, oltre la sopravvivenza c'era anche uno scambio umano. Un tesoro per chi è 'invisibile'. Il freddo di questi giorni giorni, però, di notte era una compagnia ancora più frequente e assidua. Lo scorso 3 gennaio Marian, per riscaldare lui e la moglie ha così deciso di accendere un fuoco. Un po' di calore per difendersi dal gelo. 

Qualcosa, però, è andato storto. Erano le 19:30 circa. Le fiamme in pochi istanti sono diventate incontrollate, il rifugio ha preso fuoco e le lingue di fuoco in pochi minuti hanno avvolto Marian mentre la moglie, disperata, gridava aiuto. I primi a giungere sul posto alcuni autisti Atac, quindi i vigili del fuoco e la polizia locale di Roma Capitale. 

Marian, gravissimo, è stato subito portato al centro ustionati del Sant'Eugenio. Le sue condizioni sono apparse critiche immediatamente. La moglie, invece, lievemente ferita all'Umberto I. In questi giorni i medici hanno tentato di salvargli la vita, ma il cuore di Marian Barzyczak ha smesso di battere: è morto ieri, dopo nove giorni di agonia.

"Marian è morto di freddo e non per le ustioni - sottolinea Maria Tridico presidente dell'Associazione Assobus onlus - All'alba del 2021, nella grande e immensa Roma, si muore ancora di freddo. Le vittime del freddo sono vittime dell'indifferenza e della negligenza di un sistema ingiusto che non protegge i cittadini. L'atroce e dolorosa morte di Marian, la sua rabbia per l'impotenza verso il freddo, suggeriscono che ci sia davvero un'azione irresponsabile da parte delle istituzioni. Assobus Onlus oggi è triste per una morte ignobile, prevedibile e sicuramente evitabile".

Marian è il terzo clochard morto a Roma nel 2021 dopo il senza fissa dimora di Ostia e Mario, un uomo di 58 anni, morto il 6 gennaio nei pressi della stazione Termini, proprio davanti ad un albergo chiuso per l'emergenza Covid. E' la nona vittia in due mesi. Giorni fa la Comunità di Sant'Egidio aveva lanciato un appello chiaro: "Di fronte al freddo occorre agire in fretta scavalcando l'ordinaria, colpevole, burocrazia che dispensa gli aiuti con il contagocce. Basta pensare che, agli 800 posti letto offerti durante tutto l'anno, il Comune di Roma è riuscito finora ad aggiungerne solo alcune decine in più per l'inverno, mentre la Caritas e le altre associazioni accolgono complessivamente 1.700 persone, cioè il doppio. Per i circa 3.000 senza fissa dimora che, a Roma, passano ancora la notte all'aperto, Sant'Egidio chiede alle istituzioni - con un piano coordinato dalla prefettura - la disponibilità immediata di edifici e stabili di pronto utilizzo, del Comune o dello Stato, nonché di alberghi e altre strutture attualmente chiuse per il Covid-19".

Immediata la replice dell'assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì: "L'impegno di Roma Capitale è costante e non è mai venuto meno. Abbiamo regolarmente attivato il Piano Freddo e, proprio da quest'anno, potenziamo ancora di più la stabilità e l’efficacia del servizio con 9 milioni di euro di investimento per un bando basato su progettualità di durata quadriennale su 500 posti. L'obiettivo è dare ancora maggiore continuità ed efficacia all’accoglienza, puntando con forza al riscatto e al reinserimento sociale e lavorativo degli ospiti".

"Inoltre - continua Mammì - anche quest'anno abbiamo rinnovato il sostegno con 120 mila euro al Piano Freddo attivato a livello territoriale da singoli Municipi. Abbiamo attivato strutture per permettere la quarantena di persone senza dimora e lavoriamo ogni giorno con Binario95, IFO Regina Elena e San Gallicano, Medicina Solidale e Intersos per garantire i necessari tamponi prima dell’immissione delle persone nei circuiti di accoglienza".

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